Sos carcere: intervenga il ministro

Interrogazione del gruppo parlamentare dei 5 Stelle: «Tanti problemi irrisolti»

NUCHIS. La situazione di degrado della casa circondariale di Nuchis e gli organici carenti, sono al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dal Movimento Cinque Stelle. Al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, i deputati Alberto Manca e Mario Perantoni raccontano una recente visita nel carcere “Paolo Pittalis” e sottolineano che permangono gli «annosi problemi alla rete idrica interna, già evidenti dopo l'inaugurazione della struttura, nel 2012. Queste criticità provocano continue infiltrazioni e perdite lungo i muri, dovute alle otturazioni delle condotte di ferro. E il passaggio dell’acqua ne determina tanto l'ossidazione quanto il distacco della relativa zincatura». E ancora. «L'acqua che fuoriesce dalle condutture, si presenta rossastra e con sedimenti di colore marrone. Le percentuali di ferro e zinco sono superiori alle soglie massime previste dalla legge, e quindi l’acqua non è potabile. Per gli utilizzi alimentari, dunque, è necessario un costante e oneroso approvvigionamento dall'esterno. Ma il malfunzionamento della rete idrica in diversi settori dell'edificio, costringono inoltre intere sezioni a rimanere prive di acqua calda e senza riscaldamento nei mesi invernali, con evidenti disagi per i detenuti».

Ma non sono solo i problemi di carattere strutturale a preoccupare i Cinque Stelle. «C’è infatti una forte carenza di personale: in base alla ripartizione territoriale della dotazione organica prevista dalla «tabella E» del decreto del presidente del Consiglio dei ministri ( del 15 giugno 2015, poi richiamata nel decreto ministeriale del 9 novembre 2017), la casa di reclusione di Nuchis dovrebbe avere: 4 funzionari della professionalità giuridico-pedagogica (il doppio di quelli presenti); tre funzionari contabili (invece di due); un funzionario dell'organizzazione e delle relazioni (figura assente); due operatori (figure assenti); 4 assistenti amministrativi (ce ne sono tre); un potabile (figura assente); 2 assistenti tecnici (figure assenti). Ci sono insomma dieci unità in meno delle 17 previste e necessarie per garantire l'efficiente funzionamento della struttura, la quale ospita quasi esclusivamente detenuti in regime di alta sicurezza». Per questi motivi, si chiede al ministro se conosca la situazione «e quali iniziative abbia assunto o intenda assumere».

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