Puc di Olbia, la città cresce in verticale: alt al consumo di territorio
La giunta Nizzi ha inserito questo principio tra le linee guida del futuro piano. Ferinaio, M5S: «Direttive senza sostanza». Mura, FI: «Siamo oltre la metà del percorso»
OLBIA. Sviluppo verticale. La città del crescerà in altezza. Le linee di indirizzo dettate dall’amministrazione Nizzi per il nuovo Puc impongono lo stop allo sviluppo che divora nuovi metri quadri di territorio. L’unica alternativa di crescita diventa verso il cielo. Un comune che cresce in estensione diventa anche più difficile da gestire. Non a caso, tra le direttive del nuovo Puc ci sono indicazioni precise anche per le campagne. E nessuno pensi che quattro case sparse nell’agro possano diventare ambiti urbani. Per il Comune riconoscerli significherebbe fornirli di servizi, luce, acqua, fogne. Costi enormi impossibili da sostenere.
Tempi incerti. Le direttive del Puc, costruito sulla base dello strumento urbanistico ereditato dalla giunta Giovannelli, arrivano in Consiglio per la discussione. Ma il primo a frenare sui tempi della pianificazione è l’ assessore all’Urbanistica, Angelo Cocciu. «In questa delibera c’è solo la parola Puc ma non si muove un solo mattone – dichiara –. Il sindaco Nizzi collabora con la Regione portando avanti un processo di copianificazione condivisa che è iniziato». Ha una percezione diversa della velocità con cui si muove il Puc, il presidente del Consiglio, Giampiero Mura. «Siamo partiti dal Piano precedente – dice –. Siamo in una fase operativa acquisita. Si tratta ora di inserire non le promesse elettorali, ma gli impegni di sviluppo assunti con i cittadini in campagna elettorale. Fatte queste operazioni il testo subirà delle correzioni. Possiamo dire di essere anche oltre la metà del percorso».
Vasche e scolmatori. Nella pianificazione della città di domani verranno inserite le opere di mitigazione del rischio idraulico. A oggi non esiste un Piano anti-alluvione approvato. E non sembra che questa operazione possa avvenire in tempi brevi. Il Piano Mancini aspetta il verdetto della Regione. La giunta Nizzi preme per il piano alternativo Technital e a febbraio ci sarà il referendum. L’ufficio di professionisti comunali che lavora al Puc dovrà inserirli entrambi.
Condivisione e legittimità. Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Roberto Ferinaio, non nasconde le perplessità «Quando ho letto all’ordine del giorno la discussione delle direttive del Puc mi aspettavo qualcosa di più sostanzioso. Sono passati due anni dall’insediamento di questa amministrazione – afferma –. Va bene che sia un passaggio propedeutico ma lo trovo senza sostanza. Tra i punti convintamente inseriti dal sindaco ce n’è uno interessante. Il potenziamento della viabilità con il tunnel e l’abbattimento della sopraelevata. Ma se prendi una strada da sopra e la metti sotto il livello del mare non l’hai potenziata, solo spostata. Vorrei poi capire dove sia finita l’annunciata condivisione delle scelte con i cittadini».
Concetti a cui replica il presidente Mura. «Un Puc condiviso è illegittimo . Non si possono fare scelte urbanistiche insieme alla città, lo dice la legge. Esiste una fase segreta e una pubblica, che arriva quando le carte sono già prodotte. Siamo stati eletti per amministrare. Ce ne assumiamo le responsabilità».
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