Tentato omicidio, il pm: «Condanna a 8 anni»
È la richiesta per i tre fratelli albanesi Ilir, Izmir e Maltid Gjoka coinvolti in una rissa tra bande rivali
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OLBIA. Otto anni ai tre fratelli Ilir, Izmir e Maltid Gjoka accusati di tentato omicidio e due anni e due mesi per Eduard Zefi, accusato di rissa. È la pena chiesta dal pubblico ministero Angelo Beccu per i quattro – giudicati con rito abbreviato – dei sette imputati finiti a processo davanti al gip del tribunale di Tempio Cristina Arban per una rissa tra due bande di albanesi avvenuta a fine febbraio all’esterno di un bar, in via Vittorio Veneto. Un regolamento di conti tra due gruppi rivali, armati di coltello, bottiglie e spranghe di ferro. Da una parte i tre fratelli Gjoka, dall’altra, Dashmir Hoxha, Dajlan Ruci, Eduard Zefi e Bledar Dani. Ad avere la peggio, erano stati Dajlan Ruci colpito al volto, secondo la ricostruzione dei carabinieri, con una bottiglia di birra da Izmir Gjoka, e Dashmir Hoxha, colpito violentemente alla testa con un giratubi in ferro dal fratello, Ilir Gjoka. Una volta a terra, Hoxha sarebbe stato ripetutamente preso a calci da Izmir e Maltid.
Dashmir Hoxha era finito in Rianimazione, con la frattura dell’osso occipitale.
I sette albanesi erano stati arrestati con l’accusa di rissa pluriaggravata, lesioni personali e porto di armi improprie, i tre fratelli Gjoka devono rispondere anche di tentato omicidio nei confronti di Hoxha che ieri mattina si è costituito parte civile con l’avvocato Nicola Di Benedetto. Lo stesso Hoxha sarà processato con rito ordinario per il reato di rissa, l’udienza è stata fissata per il 17 ottobre.
I difensori dei fratelli Gjoka, gli avvocati Giovanna Porcu e Immacolata Natale hanno sollecitato l’assoluzione per i loro assistiti sostenendo che Hoxha non ha mai rischiato la vita e a proposito della rissa hanno sostenuto la legittima difesa rimarcando che ad aver tolto le armi dal cofano della macchina era stata l’altra banda.
Il pubblico ministero ha chiesto una condanna a otto anni per i tre fratelli, mentre per Zefi, anche lui giudicato con rito abbreviato per il reato di rissa ha chiesto due anni e due mesi, mentre si è riservato sull’accoglimento dell’abbreviato per Daylan Ruci. I due sono difesi dall’avvocato Antonia Mele.
L’udienza per la lettura della sentenza è stata aggiornata al 6 novembre. (t.s.)
Dashmir Hoxha era finito in Rianimazione, con la frattura dell’osso occipitale.
I sette albanesi erano stati arrestati con l’accusa di rissa pluriaggravata, lesioni personali e porto di armi improprie, i tre fratelli Gjoka devono rispondere anche di tentato omicidio nei confronti di Hoxha che ieri mattina si è costituito parte civile con l’avvocato Nicola Di Benedetto. Lo stesso Hoxha sarà processato con rito ordinario per il reato di rissa, l’udienza è stata fissata per il 17 ottobre.
I difensori dei fratelli Gjoka, gli avvocati Giovanna Porcu e Immacolata Natale hanno sollecitato l’assoluzione per i loro assistiti sostenendo che Hoxha non ha mai rischiato la vita e a proposito della rissa hanno sostenuto la legittima difesa rimarcando che ad aver tolto le armi dal cofano della macchina era stata l’altra banda.
Il pubblico ministero ha chiesto una condanna a otto anni per i tre fratelli, mentre per Zefi, anche lui giudicato con rito abbreviato per il reato di rissa ha chiesto due anni e due mesi, mentre si è riservato sull’accoglimento dell’abbreviato per Daylan Ruci. I due sono difesi dall’avvocato Antonia Mele.
L’udienza per la lettura della sentenza è stata aggiornata al 6 novembre. (t.s.)
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