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Olbia

Distretto sanitario nel caos tra disservizi e carenze

di Sergio Secci
Distretto sanitario nel caos tra disservizi e carenze

Siniscola, i sindaci del territorio protestano e lanciano l’ultimatum alla Regione L’assessore Bulla: «La difesa della salute deve essere un obiettivo irrinunciabile»

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SINISCOLA. Efficacia dei servizi erogati e diritto alla salute dei cittadini. È quanto chiederanno all’assessore alla Sanità Luigi Arru i sindaci che fanno del distretto sanitario di Siniscola. Il documento approvato in consiglio comunale di Siniscola, passerà al vaglio degli alti comuni e poi inviato in Regione. La legge di riforma sanitaria avrebbe dovuto migliorare i servizi socio-sanitari, ma secondo la nota approvata all’unanimità, regna confusione, disordine organizzativo, malcontento generale tra medici e pazienti con ripercussioni sulla qualità dei servizi sanitari. «Questo percorso della politica in materia sanitaria non può essere rivolto alla sola salvaguardia del bilancio – dice l’assessore Angela Bulla – perché la difesa della salute deve continuare ad essere uno degli obiettivi irrinunciabili». I numeri parlano di oltre 50mila prestazioni del Distretto eseguite a Nuoro mentre solo 10mila, sarebbero quelle non erogabili a Siniscola (Coronarografia, Tac e risonanza). «Le altre potrebbero essere garantite rafforzando ore e organico del poliambulatorio che presenta carenze ed allungamenti dei tempi». Ecco nel dettaglio le cose che non vanno: non è stata adeguata la struttura ai servizi; manca l’ascensore per far salire i disabili ai piani superiori; una bussola all’ingresso perchè chi attende il turno all’accettazione è esposto a correnti d’aria; occorre creare spazi per Cim e Serd, risparmiando sui canoni di locazione; c’è carenza di illuminazione e troppa umidità nelle pareti e nei soffitti. In stand by anche il piano 2016/2018 di ammodernamento con i tre milioni per realizzare la Rsa e i 500mila euro per adeguare gli ambienti. «Dove sono andate a finire le risorse comprese quelle del project – si chiede la Bulla – Esiste un programma? Quali sono i tempi e le priorità?». Addirittura mancano i defibrillatori nelle guardie mediche e ci vorrebbe una sede turistica a La Caletta. Molti macchinari sono guasti, altri, come mammografo ed ecografo non ci sono. «La mancanza di questi strumenti contribuisce ad aumentare i tempi di attesa – spiega l’assessore – Ci sono poi incarichi vacanti in tutti i servizi con liste di attesa che raggiungono anche i 420 pazienti e i 436 giorni. Scandalosa la situazione in neuropsichiatria infantile con tempi di 120 giorni e 60 pazienti in attesa. Davvero sembra che non si comprenda, il dramma dell’autismo. È urgente coprire i ruoli scoperti di pediatra di libera scelta, mancano pediatri e logopedisti. Occorre inoltre salvaguardare le attività del centro Dialisi la carenza nei consultori di figure professionali quali Ostetrica, Psicologa, Ginecologo e Pediatra e necessario colmare la carenza di medici di base e sostituire il personale che va in pensione. Il prossimo passo sarà quello di richiedere un consiglio comunale congiunto alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità».

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