Occupazione pacifica anche al “Paolo Dettori”
La protesta di quaranta cittadini in difesa dell’ospedale. Sit-in al pronto soccorso e all’ingresso
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Un gruppo di cittadini, circa 30/40 persone, che hanno usufruito dell’apporto logistico-operativo del “Movimento Resistenza Gallura”, già artefice in città e nell’alta Gallura di manifestazioni di protesta, a difesa del Lavoro e della Sanità, hanno occupato il Paolo Dettori di Tempio.
L’occupazione, che proseguirà nei prossimi giorni con una serie di incontri e dibattiti, è avvenuta su due fronti diversi. Una dall’ingresso del Pronto Soccorso, al cui esterno è stato appeso uno striscione con la notizia dell’occupazione, l’altro dal piano terra del presidio dove si trova l’ingresso principale, in quel momento affollato di persone che si recavano ai piani superiori. Immediata e continua per l’intera mattinata la solidarietà della gente che apprezzava il gesto coraggioso e che invitava gli occupanti a resistere a oltranza, offrendo ed assicurando anche la loro presenza.
Alla sinistra dell’ingresso, sull’esterno, gli occupanti hanno esposto anche un lungo striscione nel quale esprimono, applauditi dalla gente, la solidarietà agli abitanti della Maddalena, anche loro pesantemente scippati sulla sanità. Sulla decisione di occupare l’ospedale, è stato distribuito un comunicato e un volantino nel quale si elencano per grandi linee le manchevolezze dell’azienda sanitaria nei confronti dell’Alta Gallura. «Oggi giovedì 18 ottobre 2018, un gruppo di cittadini galluresi, stanchi di assistere al depauperamento del Paolo Dettori si sono uniti in presidio permanente di occupazione dell’ospedale. In questi ultimi quattro anni - si legge nel comunicato - non abbiamo mai avuto riscontro alle richieste, alle manifestazioni di protesta, alla raccolta di firme, alla, denunce e alle mediazioni politiche con l’amministrazione regionale. La nostra protesta è rivolta contro chi non ha mai mostrato una sola volta, l’intenzione di portare a soluzione i disagi e le necessità di un intero territorio. Il diritto alla salute non si media, è sacrosanto ed è inalienabile».
Lunghissimo l'elenco delle carenze esposte con un altro volantino. «Drastica riduzione dei posti in Medicina, accorpamento e dimezzamento in Otorino e Chirurgia, operatività e mezzi insufficienti in Ortopedia, Radiologia e Laboratorio Analisi, sottodimensionamento del Pronto soccorso. Praticamente chiusi Ostetricia, Punto nascite, Oncologia, Diabetologia ed Rsa».
Qualche ora dopo l’occupazione del Paolo Dettori, intorno alle 13,30, l’amministrazione comunale ha reso noto di avere convocato in municipio per le 18,30 un incontro con la città, sollecitato anche dal segretario del Pci Nicola Luciano. Non si escludono altre azioni clamorose, come un coinvolgimento dei Comuni dell’Unione per una protesta a Cagliari. (a.m.)
L’occupazione, che proseguirà nei prossimi giorni con una serie di incontri e dibattiti, è avvenuta su due fronti diversi. Una dall’ingresso del Pronto Soccorso, al cui esterno è stato appeso uno striscione con la notizia dell’occupazione, l’altro dal piano terra del presidio dove si trova l’ingresso principale, in quel momento affollato di persone che si recavano ai piani superiori. Immediata e continua per l’intera mattinata la solidarietà della gente che apprezzava il gesto coraggioso e che invitava gli occupanti a resistere a oltranza, offrendo ed assicurando anche la loro presenza.
Alla sinistra dell’ingresso, sull’esterno, gli occupanti hanno esposto anche un lungo striscione nel quale esprimono, applauditi dalla gente, la solidarietà agli abitanti della Maddalena, anche loro pesantemente scippati sulla sanità. Sulla decisione di occupare l’ospedale, è stato distribuito un comunicato e un volantino nel quale si elencano per grandi linee le manchevolezze dell’azienda sanitaria nei confronti dell’Alta Gallura. «Oggi giovedì 18 ottobre 2018, un gruppo di cittadini galluresi, stanchi di assistere al depauperamento del Paolo Dettori si sono uniti in presidio permanente di occupazione dell’ospedale. In questi ultimi quattro anni - si legge nel comunicato - non abbiamo mai avuto riscontro alle richieste, alle manifestazioni di protesta, alla raccolta di firme, alla, denunce e alle mediazioni politiche con l’amministrazione regionale. La nostra protesta è rivolta contro chi non ha mai mostrato una sola volta, l’intenzione di portare a soluzione i disagi e le necessità di un intero territorio. Il diritto alla salute non si media, è sacrosanto ed è inalienabile».
Lunghissimo l'elenco delle carenze esposte con un altro volantino. «Drastica riduzione dei posti in Medicina, accorpamento e dimezzamento in Otorino e Chirurgia, operatività e mezzi insufficienti in Ortopedia, Radiologia e Laboratorio Analisi, sottodimensionamento del Pronto soccorso. Praticamente chiusi Ostetricia, Punto nascite, Oncologia, Diabetologia ed Rsa».
Qualche ora dopo l’occupazione del Paolo Dettori, intorno alle 13,30, l’amministrazione comunale ha reso noto di avere convocato in municipio per le 18,30 un incontro con la città, sollecitato anche dal segretario del Pci Nicola Luciano. Non si escludono altre azioni clamorose, come un coinvolgimento dei Comuni dell’Unione per una protesta a Cagliari. (a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
