Intossicazione da funghi madre e figli migliorano
di Angelo Mavuli
La novantenne, ricoverata a Olbia, è fuori pericolo ma resta in osservazione Uno dei suoi gemelli è stato dimesso. La famiglia: «Grazie a medici e infermieri»
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TEMPIO. Sono fuori pericolo i tre tempiesi, una donna di 90 anni e due figli gemelli di 51, che martedì erano rimasti intossicati da funghi Amanita Pantherina, confusi forse con i più conosciuti e commestibili “Mazza di Tamburu”, da loro raccolti e consumati per il pranzo. La vicenda, che nelle prime ore aveva assunto risvolti drammatici soprattutto per la novantenne, aveva avuto inizio in una elegante abitazione di Tempio dove i tre, a distanza di qualche ora dal pranzo a base di funghi, avevano cominciato ad avere nausea e vomiti sempre più insistenti ai quali si aggiungevano, a pomeriggio inoltrato e in rapida successione, altre patologie più gravi e preoccupanti. Immediatamente soccorsi, i tre venivano sono stati al pronto soccorso del Paolo Dettori. I medici, viste le condizioni della donna che appariva la più provata e in considerazione anche della sua età, hanno chiesto l’intervento dell’elisoccorso per il suo trasferimento all’ospedale di Olbia dove è giunta in pochi minuti. Al Paolo Dettori, invece, sono stati sottoposti a terapia i due fratelli. Interventi e cure che, sia a Olbia che a Tempio, sono state attuati con successo e che a notte fonda hanno consentito agli specialisti di attenuare lo stato di emergenza. «A tal proposito - dice un stretto componente della famiglia -, ci teniamo a ringraziare tutto il personale sanitario di Tempio e Olbia, medici e infermieri, l’equipaggio dell’elisoccorso e quanti, agendo tutti in piena sintonia, hanno curato con professionalità i nostri cari”. Un ringraziamento viene rivolto anche ai due micologi tempiesi «che hanno scoperto il genere di funghi fornendo ai medici le giuste indicazioni per gli antidoti». Ieri, in tarda mattinata, uno dei due fratelli è stato dimesso mentre l’altro è stato trattenuto per ulteriori analisi. La donna, stando alle informazioni fornite ai familiari, avrà una degenza un tantino più lunga ma anche lei ormai è fuori pericolo. L’accaduto, commentato subito dopo che la notizia dell’intossicazione si era diramata, ha acceso un’ulteriore polemica: in tanti hanno messo in risalto il fatto che la città e l’alta Gallura siano rimasti a lungo sforniti del centro micologico, riaperto a Tempio solo in questi giorni, nonostante la stagione dei funghi sia cominciata da parecchio viste le piogge abbondanti. Un presidio che si è sempre rivelato provvidenziale, quando funzionante, per gli interventi preventivi che impedivano il consumo di funghi velenosi.
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