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Olbia

DEPRESSIONE e pregiudizi 

Gli studenti incontrano gli specialisti: «La forza sta nel gruppo»

Gli studenti incontrano gli specialisti: «La forza sta nel gruppo»

OLBIA. Si è parlato del branco. Anche di quello che diventa assassino. Che uccide o che spinge al suicidio. E si è parlato pure dei recenti e terribili casi che hanno sconvolto la Sardegna. Ma i...

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OLBIA. Si è parlato del branco. Anche di quello che diventa assassino. Che uccide o che spinge al suicidio. E si è parlato pure dei recenti e terribili casi che hanno sconvolto la Sardegna. Ma i giovani sono anche e soprattutto quelli che vedono nel gruppo una grande forza positiva e che se si accorgono che attorno a loro ci sono persone negative, se ne distaccano, dimostrando di poter essere autonomi. E’ quanto hanno detto anche gli studenti delle quinte dell’istituto Deffenu, che hanno partecipato alla giornata di formazione dal titolo “Depressione e Pregiudizio, Luce sul male oscuro”. Un incontro (che si è svolto in tante città italiane e in altre 16 nazioni europee) di cui la responsabile scientifica Maria Efisia Meloni (psichiatra), è stata abile, insieme con l’antropologo Bachisio Bandinu, ad attirare l’attenzione degli alunni. Cominciando a parlare dell’ansia da prestazione e della vergogna, per proseguire con gli attacchi di panico «Abbiamo spiegato ai ragazzi cosa sono e come si manifestano - ha detto Maria Efisia Meloni - dicendo loro che a tutto c’è un rimedio: gli attacchi di panico, per esempio, si possono curare con la psicoterapia e nei casi più gravi con la terapia farmacologica. Anche l’ansia, prima di un’interrogazione, è diffusa: un’ansia che aumenta e si amplifica soprattutto in coloro che tendono ad avere tutto sotto controllo, ma che nel momento di improvvisa difficoltà vengono colpiti da attacchi di panico».

All'evento, che si è svolto al museo archeologico col patrocinio del Comune, sono stati forniti anche dei numeri. Secondo l'Oms, aumentano i casi di disturbi mentali, in particolare la depressione e l'ansia, e la patologia interessa oltre il 27% di persone fra i 18 e 65 anni. La Società Italiana di Psichiatria (Sip) sottolinea che l'insorgenza è precoce (intorno ai 14 anni) e che il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani dai 15 ai 29 anni.

«E' essenziale, oltre che curare, favorire la prevenzione in un periodo storico di grande crisi e incertezze e ciò deve avvenire soprattutto nelle scuole - ha aggiunto la Meloni -, dove gli studenti si formano. L'adolescenza, tappa fondamentale della strutturazione dell’identità, è il momento in cui dovrebbe iniziare il progetto del futuro».

Quando l’attenzione si è concentrata sulla vergogna, soprattutto di quella che provano i giovani davanti a persone sconosciute, Bachisio Bandinu ha detto: «Nei sardi, il complesso di vergogna nell’indifeso, suscitava la metafora distruttiva “meglio tre palmi sotto terra che l’esposizione allo sguardo e al giudizio degli altri”. Adesso non c’è più un sentimento di vergogna negativo, ma indifferenziato e generico». Giorgio Rovasio, psichiatra, ha messo in evidenza «come la vergogna intesa come paura di essere giudicati e ridicolizzati dagli amici, conoscenti e familiari, possa ritardare l’accesso alle cure». (s.p.)

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