I piani anti-alluvione spiegati agli studenti
L’iniziativa del Deffenu riesce a metà. Complicato illustrare un tema complesso che divide la città
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OLBIA. Dopo una lunga maratona di interventi, gli studenti del Deffenu vanno via dall’auditorium con un quadro ancora non proprio chiaro delle differenza tra il Piano Mancini e il Piano alternativo Technital. L’iniziativa organizzata dalla scuola, meritoria sulla carta, riesce un po’ meno bella nella realtà. La materia, bisogna riconoscerlo, non è proprio semplice. E nel tempo l’argomento si è talmente avvelenato di tossine politiche che non è operazione semplice scinderlo dalle questioni squisitamente tecniche e dalla tifoseria. Al saluto della dirigente scolastica Salvatorica Scuderi seguono le relazioni del funzionario del settore gestione del territorio del Comune, Antonello Marongiu ne del dirigente del settore Urbanistica, Davide Molinari. Per entrambi interventi contenuti nei tempi e semplici nell’esposizione. Parlare di rischio idraulico, urbanistica e Piano di assetto idrogeologico di fronte a una platea di alunni e il giorno prima dell’inizio del ponte di Ognissanti è una impresa stoica ma che dà buoni frutti. La seconda parte dell’incontro, che doveva essere poi il cuore dell’iniziativa a scuola, l’illustrazione delle linee guida del Piano Mancini e del Piano Technital, è invece molto più in salita. L’intervento del geologo Giovanni Tilocca, che ha l’incarico di raccontare il Piano Mancini è tecnicamente perfetto, ma per una platea referenziata. Il tema diventa a tratti politico, al punto da far perdere la pazienza al sindaco Settimo Nizzi, seduto in platea. Per lui intervento sul palco dai toni forti ma di cui nessun studente può capire il significato. Davvero difficile poi per l’ingegnere Simone Venturini chiudere la mattinata illustrando il Piano alternativo.
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