Sanità, il sindaco contro Regione e Ats
Biancareddu: «Hanno disatteso gli impegni e non hanno ascoltato il territorio»
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TEMPIO. Prima che il consiglio comunale di mercoledì venisse dichiarato non fattibile a causa dell’impossibilità, per i consiglieri, di prendere visione in anticipo delle delibere e delle determine, per l’inaccessibilità al sito, il sindaco ha voluto parlare ancora una volta della vertenza sanità che, qualche giorno fa, l’ha visto partecipare a Cagliari alla manifestazione di protesta regionale. Una relazione amarissima quella di Andrea Biancareddu, scoraggiato a tratti, impotente di fronte alla «cocciutaggine con la quale il caterpillar targato Pigliari-Arru sta procedendo allo smantellamento della sanità. Anche in occasione della protesta regionale a Cagliari -, ha detto Biancareddu al Consiglio -, ci siamo trovati di fronte al solito esecutivo regionale, sordo a ogni protesta e poco credibile nelle sue risposte. Io però assieme anche ad altri colleghi sindaci del territorio, sulla sanità ho avuto tre incontri ufficiali e uno informale, sia con i vertici della Azienda sanitaria di Olbia, sia con i vertici dell’Ats. Hanno sempre disatteso i loro stessi impegni. Anche nell’ultima occasione si è parlato, ad esempio, del punto nascite ribadendo sia la richiesta di deroga sia la provvisorietà della chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia, inopinatamente chiuso - ha ricordato Biancareddu -, per assenza di personale e senza neanche un provvedimento regionale che imponesse in qualche modo la chiusura». Il sindaco ha ricordato anche che «sul suo esempio, tutti gli altri dieci sindaci dell’Unione, avevano emesso un’ordinanza, nel tentativo di ottenere un risultato positivo extra ordine».
Un’ordinanza che era stata ritirata prima dell’udienza al Tar, quando si sono avuti segnali di apertura proprio da parte di Fulvio Moirano che di fronte anche all’evidenza della legge aveva affermato «di non voler chiudere il punto nascita, promettendo, inutilmente, di riaprilo al rientro di tutto il personale». Sempre per la cronaca occorre anche ricordare che l’ordinanza dei sindaci (sicuramente una forzatura), non avrebbe potuto obbligare i vertici aziendali a riaprire. Lo stesso Tar, infatti aveva affermato che tali operazioni sono di stretta competenza dell’autorità sanitaria.
«Ora - ha chiuso Biancareddu -, purificheranno la loro coscienza chiedendo la deroga al ministro che non la concederà». (a.m.)
Un’ordinanza che era stata ritirata prima dell’udienza al Tar, quando si sono avuti segnali di apertura proprio da parte di Fulvio Moirano che di fronte anche all’evidenza della legge aveva affermato «di non voler chiudere il punto nascita, promettendo, inutilmente, di riaprilo al rientro di tutto il personale». Sempre per la cronaca occorre anche ricordare che l’ordinanza dei sindaci (sicuramente una forzatura), non avrebbe potuto obbligare i vertici aziendali a riaprire. Lo stesso Tar, infatti aveva affermato che tali operazioni sono di stretta competenza dell’autorità sanitaria.
«Ora - ha chiuso Biancareddu -, purificheranno la loro coscienza chiedendo la deroga al ministro che non la concederà». (a.m.)
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