«Servizi e risposte certe per il Paolo Dettori»
I cittadini che occupano l’ospedale: diamo alla Regione 10 giorni di tempo, oppure la lotta sarà dura
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TEMPIO. Con una lunga lettera inviata al presidente, alla giunta, al consiglio regionale, all’Anci e all’Unione dei Comuni alta Gallura, il presidio permanente del Paolo Dettori, dopo avere ribadito lo stato di sfascio e abbandono in cui è stato ridotto l’ospedale di Tempio, a scanso di qualunque equivoco «anche artatamente creato da chi non vede di buon occhio questo genere di protesta, rende noto che l’occupazione dell’ospedale Dettori cesserà nel momento in cui si procederà da parte della Regione con la riapertura e la piena funzionalità del punto nascite, così come era fino ad alcuni mesi fa. Si chiede inoltre: l’integrazione del fabbisogno di organico dei vari reparti, affinché possano essere riavviate le ordinarie prestazioni che l’ospedale erogava nella quotidianità. E ancora: la messa a regime del presidio di cardiologia h 24, l’attivazione di un punto di terapia semi intensiva, per consentire almeno gli interventi di bassa e media complessità, e il mantenimento, infine, dell’Unità operativa complessa di lungo degenze post acuzie per il recupero e la rieducazione funzionale, con definitiva assegnazione dei posti letto. Queste richieste - si legge nella lettera -, non chiedono altro che un ripristino delle condizioni minimali del Paolo Dettori, prima che la mannaia di una riforma sanitaria le mettesse incomprensibilmente in discussione. Le motivazioni addotte dai tecnici per giustificare lo status quo, appaiono assolutamente irricevibili, mancando i presupposti fondamentali per l’entrata a regime di una riforma di tale portata, come una decente condizione infrastrutturale».
La lettera, che nella prima parte aveva fatto la cronistoria di questi anni sempre più difficili per l’ospedale tempiese, ricorda anche che il pronto soccorso registra 18 mila accessi annui. Il comitato lamenta anche «l’assoluto diniego al confronto da parte dell’assessore e il fallimento dei numerosi tentativi di mediazione, a volte concreti, altre volte strumentali». Il documento prosegue affermando di rivolgersi alla “politica”, «perché la questione è politica» e non solamente tecnica. «Pretendiamo perciò una forte presa d’atto e conseguente risposta concreta da una “cultura politica” che, in teoria, proprio alla esigenze dei più deboli dovrebbe guardare». Dopo aver scritto che il presidio al Dettori rappresenta l’anima stessa dei cittadini galluresi, il presidio permanente avverte che «se entro dieci giorni non si riceveranno risposte scritte e il ripristino dei servizi, verranno intraprese nuove e più incisive forme di lotta». (a.m.)
La lettera, che nella prima parte aveva fatto la cronistoria di questi anni sempre più difficili per l’ospedale tempiese, ricorda anche che il pronto soccorso registra 18 mila accessi annui. Il comitato lamenta anche «l’assoluto diniego al confronto da parte dell’assessore e il fallimento dei numerosi tentativi di mediazione, a volte concreti, altre volte strumentali». Il documento prosegue affermando di rivolgersi alla “politica”, «perché la questione è politica» e non solamente tecnica. «Pretendiamo perciò una forte presa d’atto e conseguente risposta concreta da una “cultura politica” che, in teoria, proprio alla esigenze dei più deboli dovrebbe guardare». Dopo aver scritto che il presidio al Dettori rappresenta l’anima stessa dei cittadini galluresi, il presidio permanente avverte che «se entro dieci giorni non si riceveranno risposte scritte e il ripristino dei servizi, verranno intraprese nuove e più incisive forme di lotta». (a.m.)
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