Rifiuti, accordo al Tar tra Cipnes e Provincia
Si chiude il braccio di ferro sulla quantità di umido trattabile nella discarica consortile di Spiritu Santu
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OLBIA. L’accordo era stato definito già quest’estate, ma rimaneva solo sulla carta. Ora arriva anche la decisione del Tar a statuire per via giudiziaria la stretta di mano tra il consorzio industriale Cipnes e la Provincia di Sassari. Materia del (ex) contendere il provvedimento con cui la stessa Provincia, Zona omogenea di Olbia-Tempio, nel gennaio scorso aveva ridotto da 417 a 240 tonnellate settimanali la quantità di rifiuti trattabili nell’impianto di compostaggio di Spiritu Santu, di proprietà del Cipnes. Un provvedimento che, all’inizio dell’estate, aveva gettato nel panico molti Comuni della Gallura, a cominciare da Olbia, travolti da un’ondata di rifiuti organici il cui quantitativo era aumentato esponenzialmente con l’arrivo dei turisti e l’invasione di seconde case e case-vacanza.
L’accordo. Ora il Tar dispone che la materia del contendere cessi, dopo che il Cipnes aveva rinunciato alla causa. Con dichiarazione depositata lo scorso primo ottobre, infatti, il Consorzio industriale aveva dichiarato la sopravvenuta cessazione della materia del contendere, in quanto l’amministrazione coinvolta, in corso di giudizio, aveva rilasciato l’autorizzazione richiesta. In particolare, con la determinazione del 31 luglio 2018, la Provincia di Sassari aveva provveduto ad aggiornare l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), consentendo al Cipnes di aumentare la quantità di rifiuti trattabili nell’impianto di compostaggio, fino ad un massimo di 420 tonnellate alla settimana e di 21.840 tonnellate l’anno. La Provincia ha aderito alla richiesta, concordando per la compensazione delle spese di giudizio.
Stop emergenza? Un pronunciamento che cristallizza l’accordo delle parti e che dovrebbe garantire la fine dello stato di emergenza che, l’estate scorsa, aveva coinvolto soprattutto il Comune di Olbia. Agli inizi di giugno i sindaci dei 14 Comuni che conferiscono a Spiritu Santu avevano proclamato lo stato d’emergenza. La soglia delle tonnellate settimanali di umido era stata infatti abbassata da 417 a 240. Poi Provincia e Regione avevano individuato una strada comune per mantenere il limite a quota 417. Una soglia che è stata poi alzata a 420. La discarica ha una capienza di 420 tonnellate settimanali di umido, ma ne servirebbero mille per sopportare il carico dei mesi estivi. Il problema è che sembra difficile che la soglia si possa alzare ulteriormente. Impossibile anche smaltire i rifiuti altrove. Tutti gli impianti sono saturi, e sarebbe poi una soluzione molto costosa. La speranza risiede nel nuovo impianto per la produzione di biometano, a Spiritu Santu.
I costi. Un problema ulteriore è che i rifiuti conferiti dai Comuni dell’Alta Gallura e destinati alla sezione dell’organico nell’impianto consortile non possono essere interamente trattati, per limiti imposti dalla Provincia di Sassari, dunque vengono caricati (in parte) sui camion e trasferiti a Villacidro. Il costo del trasporto grava sui Comuni per circa 200 mila euro l’anno nel 2018. Ma che rischia di aumentare e ripetersi per l’anno prossimo, se non verrà trovata una soluzione. Pagano tutti, compresa Olbia. Con il paradosso che il viaggio verso Olbia, necessario per la ridotta capacità dell’impianto di Tempio, si allunga fino al Medio Campidano. (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’accordo. Ora il Tar dispone che la materia del contendere cessi, dopo che il Cipnes aveva rinunciato alla causa. Con dichiarazione depositata lo scorso primo ottobre, infatti, il Consorzio industriale aveva dichiarato la sopravvenuta cessazione della materia del contendere, in quanto l’amministrazione coinvolta, in corso di giudizio, aveva rilasciato l’autorizzazione richiesta. In particolare, con la determinazione del 31 luglio 2018, la Provincia di Sassari aveva provveduto ad aggiornare l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), consentendo al Cipnes di aumentare la quantità di rifiuti trattabili nell’impianto di compostaggio, fino ad un massimo di 420 tonnellate alla settimana e di 21.840 tonnellate l’anno. La Provincia ha aderito alla richiesta, concordando per la compensazione delle spese di giudizio.
Stop emergenza? Un pronunciamento che cristallizza l’accordo delle parti e che dovrebbe garantire la fine dello stato di emergenza che, l’estate scorsa, aveva coinvolto soprattutto il Comune di Olbia. Agli inizi di giugno i sindaci dei 14 Comuni che conferiscono a Spiritu Santu avevano proclamato lo stato d’emergenza. La soglia delle tonnellate settimanali di umido era stata infatti abbassata da 417 a 240. Poi Provincia e Regione avevano individuato una strada comune per mantenere il limite a quota 417. Una soglia che è stata poi alzata a 420. La discarica ha una capienza di 420 tonnellate settimanali di umido, ma ne servirebbero mille per sopportare il carico dei mesi estivi. Il problema è che sembra difficile che la soglia si possa alzare ulteriormente. Impossibile anche smaltire i rifiuti altrove. Tutti gli impianti sono saturi, e sarebbe poi una soluzione molto costosa. La speranza risiede nel nuovo impianto per la produzione di biometano, a Spiritu Santu.
I costi. Un problema ulteriore è che i rifiuti conferiti dai Comuni dell’Alta Gallura e destinati alla sezione dell’organico nell’impianto consortile non possono essere interamente trattati, per limiti imposti dalla Provincia di Sassari, dunque vengono caricati (in parte) sui camion e trasferiti a Villacidro. Il costo del trasporto grava sui Comuni per circa 200 mila euro l’anno nel 2018. Ma che rischia di aumentare e ripetersi per l’anno prossimo, se non verrà trovata una soluzione. Pagano tutti, compresa Olbia. Con il paradosso che il viaggio verso Olbia, necessario per la ridotta capacità dell’impianto di Tempio, si allunga fino al Medio Campidano. (g.d.m.)
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