Morta in casa da sei mesi, il figlio ancora in ospedale
Davide Derosas, 43 anni, resta ricoverato nel reparto di psichiatria a Olbia. È indagato per occultamento di cadavere e abbandono di persona incapace
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OLBIA. Resta ancora ricoverato nel reparto di psichiatria Davide Derosas, 43 anni, indagato per occultamento di cadavere e abbandono di persona incapace per la morte della madre, mentre si attende in queste ore il rilascio del nullaosta del magistrato per la restituzione ai familiari della salma di Maria Antonia Sanna, 67 anni. Il suo corpo mummificato era stato ritrovato domenica scorsa nella sua casa, in via Isonzo, nel quartiere Tilibbas. Lì viveva col figlio Davide. Per mesi, forse dal 18 maggio, presumibilmente giorno della morte della donna, Davide Derosas ha vissuto col cadavere della madre chiuso a chiave nella camera da letto.
Ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Olbia da domenica sera, il 43enne, difeso dall’avvocato Lia Deiana, continua la sua degenza. Nei suoi confronti non è stato disposto ancora nessun interrogatorio. La Procura sta proseguendo le indagini per fare chiarezza sulla drammatica vicenda. Le informazioni da lui rese agli investigatori nelle prime ore dopo la scoperta del cadavere, stanno trovando conferma negli accertamenti svolti dagli inquirenti. È stato l’uomo ad indicare agli agenti della polizia locale e del commissariato intervenuti in via Isonzo, la data della morte della madre. A loro ha anche detto di aver tenuto tutti lontano dalla sua casa perché si vergognava delle condizioni in cui era, sommersa di rifiuti. Davide Derosas non era in grado di gestire la madre, malata da tempo, diabetica e affetta da obesità, né la casa, trasformata in una discarica.
I primi risultati dell’autopsia escluderebbero, al momento, traumi riconducibili a cause violente. La 67enne sarebbe morta per cause naturali, probabilmente per complicazioni legate alle patologie che la costringevano a letto da diverso tempo. Gli investigatori stanno esaminando i conti correnti dell’uomo e i libretti di risparmio di Maria Antonietta Sanna per capire se l’uomo stesse usando i soldi della pensione della madre. (t.s.)
Ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Olbia da domenica sera, il 43enne, difeso dall’avvocato Lia Deiana, continua la sua degenza. Nei suoi confronti non è stato disposto ancora nessun interrogatorio. La Procura sta proseguendo le indagini per fare chiarezza sulla drammatica vicenda. Le informazioni da lui rese agli investigatori nelle prime ore dopo la scoperta del cadavere, stanno trovando conferma negli accertamenti svolti dagli inquirenti. È stato l’uomo ad indicare agli agenti della polizia locale e del commissariato intervenuti in via Isonzo, la data della morte della madre. A loro ha anche detto di aver tenuto tutti lontano dalla sua casa perché si vergognava delle condizioni in cui era, sommersa di rifiuti. Davide Derosas non era in grado di gestire la madre, malata da tempo, diabetica e affetta da obesità, né la casa, trasformata in una discarica.
I primi risultati dell’autopsia escluderebbero, al momento, traumi riconducibili a cause violente. La 67enne sarebbe morta per cause naturali, probabilmente per complicazioni legate alle patologie che la costringevano a letto da diverso tempo. Gli investigatori stanno esaminando i conti correnti dell’uomo e i libretti di risparmio di Maria Antonietta Sanna per capire se l’uomo stesse usando i soldi della pensione della madre. (t.s.)
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