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Olbia

Tragico volo dall’hotel: il gip archivia

Tragico volo dall’hotel: il gip archivia

Messina era indagato per omicidio per la morte della fidanzata, caduta dal 5° piano

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OLBIA. Non è stato omicidio. Marco Messina, 44 anni, indagato per la morte della sua fidanzata Magdalena Monika Jozwiak, 39 anni, polacca, precipitata dal quinto piano di un albergo in pieno centro storico, il 15 marzo scorso, non ha avuto nessuna responsabilità in quel drammatico volo. Il gip del tribunale di Tempio Andrea Pastori ha disposto l’archiviazione, accogliendo la richiesta formulata mesi fa dal pubblico ministero. Dalle indagini svolte non è emersa una responsabilità sicura e inequivoca da parte di Messina. La morte di Magdalena Monika Jozwiak potrebbe essere stata frutto di un incidente o di un possibile atto suicida. Di sicuro, non è stato omicidio. E Marco Messina, che si è sempre proclamato innocente, collaborando da subito con gli inquirenti, non ha alcuna responsabilità per la morte della donna che amava. «Non possiamo che esprimere piena soddisfazione per questo esito, dal punto di vista giudiziario: per il mio assistito finisce l’incubo di un’imputazione pesantissima. Ma dal punto di vista personale resta il profondo dolore per la tragica morte della donna che amava», commenta il difensore di Messina, Giampaolo Murrighile.

Marco Messina e Magdalena Monika Jozwiak stavano insieme da diversi anni. Un amore tormentato da litigi, ma nonostante gli alti e i bassi, la storia andava avanti. Il 14 marzo la coppia aveva deciso di trascorrere una notte diversa dal solito nella suite migliore dell’hotel Panorama. Un albergo nel quale era già stata in precedenza. Una serata a base di vodka, champagne e cocaina. Poi, alle 6,40, il tonfo: Magdalena precipita dal quinto piano dopo aver camminato sul cornicione. Quando i carabinieri arrivano in via Garibaldi, avvertiti da un cliente dell’hotel, trovano il compagno davanti al corpo nudo senza vita della donna, che lui stesso aveva coperto con un giubbotto. «Ero a letto, ho sentito un tonfo. L’ho cercata in bagno. Non c’era. Mi sono affacciato alla finestra e lei era lì, per terra – aveva detto ai militari –. Io l’amavo, non ho nessuna colpa». Mesi di indagine, anche da parte della difesa, hanno escluso ogni sua responsabilità. Ora, la parola fine, con l’archiviazione. (t.s.)

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