Museo archeologico un bando comunale per riaprire l’edificio
di Walkiria Baldinelli
Arzachena, la struttura sarà affidata in gestione alla Geseco Ospiterà i reperti recuperati nelle ultime campagne di scavo
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ARZACHENA. Nuovo passo in avanti per la riapertura del museo archeologico, chiuso da quattro anni. Il Comune ha stanziato 235mila euro per la messa in sicurezza della struttura e il rifacimento degli impianti elettrici e antincendio. «Rispetto alla situazione ereditata abbiamo finanziato ulteriori 100mila euro – spiega l'assessore dei Lavori pubblici, Fabio Fresi –. Per riaprire la struttura prima dell'estate la gara per l'aggiudicazione dei lavori sarà bandita entro la fine dell'anno. L'intervento rientra tra le priorità dell'amministrazione legate al settore delle opere pubbliche, che prevedono la messa in sicurezza, manutenzioni ordinarie e straordinarie, e, come in questo caso, una riqualificazione dell'immobile».
Il museo gestito dalla municipalizzata Geseco sarà aperto tutto l'anno, è inserito nel parco archeologico di Arzachena che conta sette siti di notevole interesse monumentale e storico. Luoghi che per le loro peculiarità danno lustro alla cittadina gallurese anche per i dati scientifici emersi durante le campagne di scavo. La struttura sarà inaugurata con un percorso archeologico. «La mostra ripercorrerà le tappe della storia più antica del territorio di Arzachena, dal Neolitico all'età romana – annuncia l'assessore con delega alla municipalizzata Geseco, Gabriella Demuro -. Attraverso un'esposizione di reperti provenienti dai vari siti della zona. Nella mostra ci saranno anche spazi interattivi e multimediali». Aggiunge la delegata Valentina Geromino: «Con la riapertura del museo si rafforza l'offerta turistico-culturale di Arzachena; è una scelta strategica finalizzata a creare una rete con i nostri siti archeologici e a garantire spazi aggiuntivi in cui ospitare eventi culturali. Avere un museo attivo – sottolinea –, è sicuramente un valore aggiunto per la comunità. La mostra archeologica è frutto di un lavoro sinergico tra la Geseco e la Soprintendenza, a garanzia della qualità e della sua valenza scientifica». Evidenzia il presidente del Consiglio, Rino Cudoni: «Con l'adeguamento della struttura si completa un percorso avviato quasi dieci anni fa con il progetto Arcus. Finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali aveva consentito una campagna di scavo al nuraghe La Prisgiona, nella mostra che sarà allestita al museo comunale saranno dunque esposti i beni che appartengono alla comunità». Reperti e materiale archeologico erano stati recuperati durante gli scavi grazie alle ricerche e agli studi condotti dall'archeologa Angela Antona. La stessa Antona, insieme all'architetto Mario Azara, progettò l'idea di questa mostra archeologica per la quale la Regione stanziò 100mila euro.
Il museo gestito dalla municipalizzata Geseco sarà aperto tutto l'anno, è inserito nel parco archeologico di Arzachena che conta sette siti di notevole interesse monumentale e storico. Luoghi che per le loro peculiarità danno lustro alla cittadina gallurese anche per i dati scientifici emersi durante le campagne di scavo. La struttura sarà inaugurata con un percorso archeologico. «La mostra ripercorrerà le tappe della storia più antica del territorio di Arzachena, dal Neolitico all'età romana – annuncia l'assessore con delega alla municipalizzata Geseco, Gabriella Demuro -. Attraverso un'esposizione di reperti provenienti dai vari siti della zona. Nella mostra ci saranno anche spazi interattivi e multimediali». Aggiunge la delegata Valentina Geromino: «Con la riapertura del museo si rafforza l'offerta turistico-culturale di Arzachena; è una scelta strategica finalizzata a creare una rete con i nostri siti archeologici e a garantire spazi aggiuntivi in cui ospitare eventi culturali. Avere un museo attivo – sottolinea –, è sicuramente un valore aggiunto per la comunità. La mostra archeologica è frutto di un lavoro sinergico tra la Geseco e la Soprintendenza, a garanzia della qualità e della sua valenza scientifica». Evidenzia il presidente del Consiglio, Rino Cudoni: «Con l'adeguamento della struttura si completa un percorso avviato quasi dieci anni fa con il progetto Arcus. Finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali aveva consentito una campagna di scavo al nuraghe La Prisgiona, nella mostra che sarà allestita al museo comunale saranno dunque esposti i beni che appartengono alla comunità». Reperti e materiale archeologico erano stati recuperati durante gli scavi grazie alle ricerche e agli studi condotti dall'archeologa Angela Antona. La stessa Antona, insieme all'architetto Mario Azara, progettò l'idea di questa mostra archeologica per la quale la Regione stanziò 100mila euro.
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