LA MADDALENA
Periodo nero per il Parco: si dimettono altre 2 consigliere
LA MADDALENA. Acque sempre più agitate al Parco. Dall'ente ministeriale si sono dimesse due consigliere del direttivo: Donatella Bianchi, presidente nazionale del Wwf scelta dalle associazioni...
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LA MADDALENA. Acque sempre più agitate al Parco. Dall'ente ministeriale si sono dimesse due consigliere del direttivo: Donatella Bianchi, presidente nazionale del Wwf scelta dalle associazioni ambientaliste e Taira di Nora in rappresentanza dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. «Motivi personali e difficoltà nel portare avanti gli impegni assunti», sono le motivazioni ufficiali del loro passo indietro. Erano state nominate il 7 giugno scorso dall'ex ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, insieme agli altri componenti del direttivo dell'ente verde. Manca l'ufficialità, ma anche Alessandra Stefani, in rappresentanza del ministero delle Politiche agricole, avrebbe già comunicato le dimissioni al presidente del Parco. «Comprendo le loro motivazioni - afferma Fabrizio Fonnesu -. Ci sono molti problemi interni all'ente e c'è da sanare la situazione passata del piano delle performance. Ma c'è anche tanto lavoro da portare avanti, dal bilancio alla stagione 2019. Sono grandi professioniste, proprio per le loro competenze capisco che avrebbero voluto dedicare più tempo agli incarichi assegnati».
Un periodo difficile per il Parco. I lavoratori da una decina di giorni sono in stato di agitazione, chiedono di riscuotere dopo un anno gli arretrati del piano delle perfomance del triennio 2015-2017. E proprio a causa della mobilitazione sindacale in atto, una settimana fa il Parco ha perso un'altra figura di vertice: il direttore facente funzioni Paola Brundu. La dipendente aveva ricevuto l'incarico il 17 ottobre e avrebbe dovuto guidare l'ente sino al 17 dicembre. «In attesa della nomina ministeriale – spiega Fonnesu -, si punta all'incarico di un direttore a scavalco. I funzionari interni del Parco non possono più ricoprire un eventuale ruolo di direttore facente funzioni. Il presidente c'è, così come il direttivo, che conta 4 consiglieri, ma senza un direttore amministrativo l'ente è ingessato». (w.b.)
Un periodo difficile per il Parco. I lavoratori da una decina di giorni sono in stato di agitazione, chiedono di riscuotere dopo un anno gli arretrati del piano delle perfomance del triennio 2015-2017. E proprio a causa della mobilitazione sindacale in atto, una settimana fa il Parco ha perso un'altra figura di vertice: il direttore facente funzioni Paola Brundu. La dipendente aveva ricevuto l'incarico il 17 ottobre e avrebbe dovuto guidare l'ente sino al 17 dicembre. «In attesa della nomina ministeriale – spiega Fonnesu -, si punta all'incarico di un direttore a scavalco. I funzionari interni del Parco non possono più ricoprire un eventuale ruolo di direttore facente funzioni. Il presidente c'è, così come il direttivo, che conta 4 consiglieri, ma senza un direttore amministrativo l'ente è ingessato». (w.b.)
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