Evasione e fatture false: nei guai 3 aziende in nero
Non dichiarano redditi per quasi due milioni: scatta la “rete” della Finanza Le società, con sede legale in Gallura, operavano a Monza e nel Cagliaritano
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OLBIA. Evasione fiscale e fatture false: nella rete della guardia di finanza sono finite altre tre società dei settori edile e immobiliare che hanno operato in totale evasione d’imposta non dichiarando quasi due milioni. Le aziende (due delle quali riconducibili a cittadini extracomunitari: un siriano e un nordafricano) operavano principalmente nel cagliaritano e nella zona di Monza ma la sede legale (e quindi il centro dei loro affari) era in Gallura.
La complessa indagine di polizia tributaria è stata portata avanti dal Gruppo della guardia di finanza di Olbia guidato dal maggiore Marco Salvagno e a diffondere i dettagli è stato il Comando provinciale. «Si è scoperto che le società violavano le più elementari norme tributarie, non presentando alcun tipo di dichiarazione fiscale - si legge in un documento -. Di conseguenza, nei confronti dell’Erario, erano “evasori totali”. Nell’ambito dell’attività, è stato anche accertato che una delle due società controllate aveva emesso fatture false (per operazioni inesistenti) per un importo di 500mila euro e circa 110mila euro di Iva, che hanno poi permesso ad altri soggetti economici di evadere a loro volta il Fisco. A seguito delle accurate indagini, che hanno consentito di ricostruire i reali volumi d’affari delle tre società controllate mediante il riscontro analitico delle operazioni commerciali svolte nei confronti dei vari clienti, sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate per il successivo recupero a tassazione, ricavi non dichiarati per oltre 1 milione e 870mila, ai quali corrisponde un’imposta sulle società evasa pari a 520.000 euro e un’Iva evasa di oltre 470mila euro. I rappresentanti legali di due delle società controllate sono stati quindi denunciati all’autorità giudiziaria per aver emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti e per aver evaso le imposte dirette e l’Iva in misura superiore alle soglie previste».
Il contrasto al sommerso d’azienda costituisce una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza «non solo per i profili strettamente connessi al recupero dei tributi sottratti al bilancio dello Stato e degli enti territoriali e locali - chiude il Comando provinciale -, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’abusivismo nel sistema economico. E’ fondamentale tutelare le imprese che operano nella piena e completa osservanza della legge le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi svolge attività in nero».
La complessa indagine di polizia tributaria è stata portata avanti dal Gruppo della guardia di finanza di Olbia guidato dal maggiore Marco Salvagno e a diffondere i dettagli è stato il Comando provinciale. «Si è scoperto che le società violavano le più elementari norme tributarie, non presentando alcun tipo di dichiarazione fiscale - si legge in un documento -. Di conseguenza, nei confronti dell’Erario, erano “evasori totali”. Nell’ambito dell’attività, è stato anche accertato che una delle due società controllate aveva emesso fatture false (per operazioni inesistenti) per un importo di 500mila euro e circa 110mila euro di Iva, che hanno poi permesso ad altri soggetti economici di evadere a loro volta il Fisco. A seguito delle accurate indagini, che hanno consentito di ricostruire i reali volumi d’affari delle tre società controllate mediante il riscontro analitico delle operazioni commerciali svolte nei confronti dei vari clienti, sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate per il successivo recupero a tassazione, ricavi non dichiarati per oltre 1 milione e 870mila, ai quali corrisponde un’imposta sulle società evasa pari a 520.000 euro e un’Iva evasa di oltre 470mila euro. I rappresentanti legali di due delle società controllate sono stati quindi denunciati all’autorità giudiziaria per aver emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti e per aver evaso le imposte dirette e l’Iva in misura superiore alle soglie previste».
Il contrasto al sommerso d’azienda costituisce una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza «non solo per i profili strettamente connessi al recupero dei tributi sottratti al bilancio dello Stato e degli enti territoriali e locali - chiude il Comando provinciale -, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’abusivismo nel sistema economico. E’ fondamentale tutelare le imprese che operano nella piena e completa osservanza della legge le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi svolge attività in nero».
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