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Olbia

Prelievi nella discarica, nessuna traccia di fanghi

Prelievi nella discarica, nessuna traccia di fanghi

L’Arpas non ha trovato il materiale incriminato. Nizzi: accordo col Cipnes, mai più rifiuti da altre regioni

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OLBIA. Mentre il sindaco Nizzi annuncia che il Cipnes, accogliendo la richiesta del Comune, non conferirà più nella discarica di Spiritu Santu rifiuti provenienti da altre regioni, emerge che gli specialisti dell’Arpas incaricati dalla Procura di Tempio di eseguire i campionamenti dei rifiuti fangosi nell’impianto di biostabilizzazione (sotto sequestro dal 28 novembre), non hanno trovato tracce del materiale. Le operazioni sono durate parecchie ore, ma a parte i resti dei rifiuti indifferenziati e triturati presenti in abbondanza nell’impianto, gli uomini dell’Arpas non hanno trovato il materiale fangoso incriminato. Non è stato quindi possibile procedere al campionamento dei fanghi.

Intanto ieri, l’avvocato Alberto Sechi, difensore della Ecoter (oltre che del Cipnes), società che trasportava alla discarica di Spiritu Santu i rifiuti prodotti dalla Akerus Scarl (che gestisce l’impianto di depurazione del comune di Caivano, in provincia di Napoli), ha presentato al tribunale del Riesame di Sassari istanza di dissequestro dei rimorchi. Si attende ora la fissazione della data dell’udienza.

L’unica certezza, in questa delicata situazione, è il tipo di rifiuti che verranno trattati da oggi in poi nell’impianto di Spiritu Santu. L’assemblea del Consorzio ha accolto all’unanimità la proposta che arrivava dal Comune. Nizzi aveva chiesto con lettera ufficiale al presidente del Cipnes Mario Gattu e al direttore Aldo Carta di non accettare di trattare rifiuti in arrivo dal resto della Penisola, seppur consentito dalla legge. La proposta, come annunciato dal sindaco ai microfoni di Radio Internazionale, ha ottenuto la benedizione unanime. «Noi abbiamo a cuore la salute dei cittadini – ha detto –. Ovviamente se in passato ci sono state delle responsabilità, chi ha sbagliato pagherà». L’argomento, molto sentito in città e in particolare nella frazione di Murta Maria costretta a vivere con l’odore della discarica nelle narici, ha avuto anche strascichi giudiziari pesanti. Nizzi ha querelato l’ex deputato Mauro Pili e l’ex assessore provinciale Uccio Iodice per aver accostato il nome di Olbia ai traffici illeciti della mafia.

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