Olbia, addio ai necrologi murari: dal 2019 saranno hi-tech
di Serena Lullia
Su ordine del Comune l’Aspo dovrà rimuovere i pannelli con gli affissi mortuari. Nizzi: «Bisogna adeguarsi ai tempi. Questione di decoro e rispetto ambientale»
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OLBIA. Il Comune condanna a morte i necrologi murari. La guerra agli affissi mortuari selvaggi cominciata nel 2014 si conclude con la loro estinzione. Dal primo gennaio le ordinate bacheche dell’Aspo che ospitano i necrologi di carta saranno rimosse. La decisione del sindaco, Settimo Nizzi, è a metà tra il decoro e il rispetto dell’ambiente. Il primo cittadino illustra con orgoglio la sua piccola rivoluzione eco-estetica. Consapevole che non prenderà molti applausi. Il necrologio murario fa ancora parte della cultura degli olbiesi.
Vita breve. Gli affissi mortuari hanno breve vita. Spariranno a inizio anno. Poco importa se le bacheche dell’Aspo piazzate in alcuni punti della città abbiano poco meno di cinque anni. « Non si può lasciare la città piena di questi pannelli – afferma Nizzi –. È una questione di decoro. Li smontiamo perché non è piacevole andare in giro per Olbia e vedere questi muri. Ci saranno dei luoghi deputati. Abbiamo trovato l’accordo con le agenzie funebri».
Tecno-necrologi. Gli annunci mortuari di carta dovranno lasciare il posto a quelli hi-tech. Le agenzie funebri creeranno dei muri virtuali su cui scorreranno i necrologi. «Proietteranno dei video o avranno dei pannelli per le immagini – prosegue Nizzi –. Ma sarà tutto tecnologicamente avanzato. Bisogna adeguarsi ai tempi».
La svolta ecologista. Ma Nizzi spiega anche la motivazione tutta ambientalista che c’è dietro questa decisione. «Non possiamo continuare a tagliare alberi per produrre carta – afferma –. E non possiamo inquinare l’ambiente con la colla». Oltre alle agenzie i pannelli con gli annunci saranno messi nelle chiese. «Ormai tutti vanno su Internet – conclude il sindaco –. I cittadini li troveranno lì o sui giornali».
Addio. Fino a oggi i necrologi murari sono stati un po’ la bussola per orientarsi nell’imprevedibile mondo della morte. In auto o a piedi fermarsi davanti ai pannelli con i visi dei defunti è un gesto automatico, che fa parte della vecchia cultura di paese conservata dalla Olbia cittadina. Ma anche quella è destinata a finire nei libri di storia.
Vita breve. Gli affissi mortuari hanno breve vita. Spariranno a inizio anno. Poco importa se le bacheche dell’Aspo piazzate in alcuni punti della città abbiano poco meno di cinque anni. « Non si può lasciare la città piena di questi pannelli – afferma Nizzi –. È una questione di decoro. Li smontiamo perché non è piacevole andare in giro per Olbia e vedere questi muri. Ci saranno dei luoghi deputati. Abbiamo trovato l’accordo con le agenzie funebri».
Tecno-necrologi. Gli annunci mortuari di carta dovranno lasciare il posto a quelli hi-tech. Le agenzie funebri creeranno dei muri virtuali su cui scorreranno i necrologi. «Proietteranno dei video o avranno dei pannelli per le immagini – prosegue Nizzi –. Ma sarà tutto tecnologicamente avanzato. Bisogna adeguarsi ai tempi».
La svolta ecologista. Ma Nizzi spiega anche la motivazione tutta ambientalista che c’è dietro questa decisione. «Non possiamo continuare a tagliare alberi per produrre carta – afferma –. E non possiamo inquinare l’ambiente con la colla». Oltre alle agenzie i pannelli con gli annunci saranno messi nelle chiese. «Ormai tutti vanno su Internet – conclude il sindaco –. I cittadini li troveranno lì o sui giornali».
Addio. Fino a oggi i necrologi murari sono stati un po’ la bussola per orientarsi nell’imprevedibile mondo della morte. In auto o a piedi fermarsi davanti ai pannelli con i visi dei defunti è un gesto automatico, che fa parte della vecchia cultura di paese conservata dalla Olbia cittadina. Ma anche quella è destinata a finire nei libri di storia.
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