IL SALVATAGGIO
Yacht in pericolo in alto mare: interviene la Capitaneria
OLBIA. Isolati in mezzo al mare. Senza una radio (forse era guasta) per comunicare. La loro “missione” era quella di attraversare il Tirreno per portare in Sardegna un’imbarcazione a motore di 14...
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OLBIA. Isolati in mezzo al mare. Senza una radio (forse era guasta) per comunicare. La loro “missione” era quella di attraversare il Tirreno per portare in Sardegna un’imbarcazione a motore di 14 metri, su incarico del proprietario. E nonostante le condizioni meteo marine fossero proibitive, hanno acceso i motori e sono partiti dalle coste del Lazio. Ma le due persone a bordo (si tratta di due sardi, ma su di loro non si sa nulla di più) si sono trovate in grave difficoltà, a causa del vento contrario e del mare grosso. Sono stati salvati dalla guardia costiera, al comando del direttore marittimo Maurizio Trogu, che ha mobilitato mezzi navali e aerei nella ricerca dell’imbarcazione, della quale si erano perse le tracce. E quella che poteva trasformarsi in una sciagura del mare è stata evitata.
I fatti sono stati raccontati dalla guardia costiera in un comunicato. E’ il mattino del 10 ottobre: l’imbarcazione “Alberta” salpa dalla Marina di Riva di Traiano (Civitavecchia) con destinazione Olbia. A bordo due persone, incaricate di trasferire l’unità da diporto. Dal pomeriggio, però, dello yacht e dei suoi occupanti non si sa più niente.. E’ il proprietario dell’imbarcazione, allarmato per la mancanza di notizie, a chiedere aiuto. Si mobilita la capitaneria di Olbia, viene chiesto l’intervento di un aereo (che decolla dal Nucleo aeromobili della guardia costiera di Catania). Passano le ore. Finalmente, alle 23.30, l’Atr42MP comunica alla sala operativa della guardia costiera di Olbia di aver avvistato un’imbarcazione a circa 13 miglia a est dell’isola di Tavolara. E’ lì che si dirige subito la motovedetta CP803 di Olbia e a mezzanotte e mezzo intercetta l’imbarcazione “Alberta”. Gli occupanti sono in buona salute, seppur duramente provati da quella traversata. E così la capitaneria scorta lo yacht sino al porto di Olbia e i due uomini, al loro arrivo, vengono visitati dai medici del 118. (s.p.)
I fatti sono stati raccontati dalla guardia costiera in un comunicato. E’ il mattino del 10 ottobre: l’imbarcazione “Alberta” salpa dalla Marina di Riva di Traiano (Civitavecchia) con destinazione Olbia. A bordo due persone, incaricate di trasferire l’unità da diporto. Dal pomeriggio, però, dello yacht e dei suoi occupanti non si sa più niente.. E’ il proprietario dell’imbarcazione, allarmato per la mancanza di notizie, a chiedere aiuto. Si mobilita la capitaneria di Olbia, viene chiesto l’intervento di un aereo (che decolla dal Nucleo aeromobili della guardia costiera di Catania). Passano le ore. Finalmente, alle 23.30, l’Atr42MP comunica alla sala operativa della guardia costiera di Olbia di aver avvistato un’imbarcazione a circa 13 miglia a est dell’isola di Tavolara. E’ lì che si dirige subito la motovedetta CP803 di Olbia e a mezzanotte e mezzo intercetta l’imbarcazione “Alberta”. Gli occupanti sono in buona salute, seppur duramente provati da quella traversata. E così la capitaneria scorta lo yacht sino al porto di Olbia e i due uomini, al loro arrivo, vengono visitati dai medici del 118. (s.p.)
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