La Nuova Sardegna

Olbia

«Di quella casa di riposo non ho un buon ricordo»

di Angelo Mavuli
«Di quella casa di riposo non ho un buon ricordo»

Il racconto di un vecchietto che era stato accolto nella struttura sigillata dai Nas Le indagini proseguono, tutti gli anziani ospitati al Fior Di Loto sono tornati a casa

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TEMPIO. La chiusura del “Fior di Loto”, la casa di riposo per anziani funzionante in città in Viale Giovanni XXIII sigillata mercoledì dai carabinieri del Nas di Sassari a conclusione di una complessa attività investigativa coordinata dal procuratore capo di Tempio Gregorio Capasso e dal sostituto procuratore Ilaria Corbelli, ha suscitato tanto clamore in città. L’amministratore unico della società, Massimiliano Chessa, sassarese di 33 anni, è infatti accusato di “abbandono di persone incapaci, di accolto anziani non autosufficienti nonostante l’inadeguatezza della struttura, di avere impiegato personale non qualificato e di aver lasciato false dichiarazioni all’atto della richiesta di una comunità alloggio per anziani». Nessuno, a livello istituzionale, ha però voluto fare commenti sulla vicenda. Non si è invece tirato indietro un vecchietto che vive in Gallura che per qualche mese era stato ospite al Fior di Loto e che, improvvisamente, aveva deciso di tornarsene nel suo paese, nonostante a Tempio avesse molte amicizie. «Non ricordo con piacere la permanenza in quella casa di riposo - dice l’uomo -. Un sentimento però che forse è dettato anche dal mio desiderio di essere libero e dalla mia intolleranza alle regole. Se comunque i carabinieri del Nas hanno chiuso la struttura, ci saranno precise ragioni». A queste parole si aggiungono quelle di alcune famiglie che hanno i loro parenti ricoverati in altre strutture dell’isola (dove stanno benissimo) e che ora vivono in apprensione.

«E’ la stessa apprensione che provi - dice una signora - quando, dai giornali o dalla tv, apprendiamo di maltrattamenti su bambini o anziani. Anche se in questo caso mi pare di capire che si tratti di questioni burocratiche e tecniche. In qualunque caso, però, ancora non sono chiare tutte le ragioni della chiusura, su cui gli investigatori stanno lavorando intensamente. Io sono una ex assistente sociale e sapere esattamente come stanno le cose tranquillizzerebbe non poco quanti, e in Gallura sono in tanti, hanno anziani parenti o amici cari ricoverati in una casa di riposo».

Tutti gli anziani (una decina in tutto ) che il giorno della chiusura si trovavano al Fior di Loto sono ora tornati nelle loro abitazioni.

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