La Nuova Sardegna

Olbia

Il giudice: «Divieto di dimora in città»

di Marco Bittau

Convalidato in tribunale l’arresto di Gianni Derosas che ora è accusato di truffa aggravata e non più di estorsione 

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OLBIA. Arresto convalidato e divieto di dimora a Olbia. Così ha deciso ieri il giudice del tribunale di Olbia, Camilla Tesi, a proposito del consulente-mediatore Gianni Derosas, 55enne olbiese, accusato di aver intascato ingenti somme di denaro da un imprenditore per effettuare versamenti d’imposta mai avvenuti e con la promessa di intercedere con funzionari dell’Agenzia delle entrate al fine di evitare pesanti sanzioni tributarie. Il giudice, ha modificato il capo d’accusa nei confronti di Derosas: non più estorsione come sostenuto dal pubblico ministero Paolo De Falchi e dalla guardia di finanza, piuttosto truffa aggravata. Cioè un reato meno grave, almeno dal punto di vista della pena edittale. Nei confronti dell’arrestato si procede con giudizio direttissimo, ma l’udienza è stata aggiornata al 28 novembre per dare la possibilità ai difensori, gli avvocati Guido Da Tome e Marianna Spano, di esaminare le carte dell’accusa ed eventualmente di optare per un rito alternativo. Era presente in udienza anche l’avvocato Antonello Desini, che si costituirà parte civile nel processo per conto dell’imprenditore denunciante.

Davanti al giudice, Gianni Derosas si è avvalso della facoltà di non rispondere (a domanda risponde, a proposito del titolo di studio, ha solo riferito di avere il diploma di licenza media), mentre è stato sentito come testimone il sottufficiale della guardia di finanza che martedì ha proceduto all’arresto del “consulente”. Arresto in flagranza di reato, mentre l’imprenditore consegnava nelle mani di Derosas una busta con 2500 euro in contanti. Una prima tranche dei 5000 euro che il consulente chiedeva complessivamente al suo cliente. In più, il militare ha anche confermato il ritrovamento nel portafogli di Derosas di altri 5000 euro, sempre in contanti. Sulla provenienza questi soldi la finanza sta indagando sospettando possa trattarsi di proventi di altre pratiche per altri clienti. In pratica, la finanza sta cercando altre vittime della presunta truffa e diverse persone sono già state sentite in caserma.

Lo scenario ora è questo: il giudice ha convalidato l’arresto in flagranza ritenendo fondate le accuse del pm e legittimo l’operato della guardia di finanza. L’accusa è però truffa aggravata e non più estorsione. Il giudice ha anche disposto il divieto di dimora nel comune di Olbia, quale misura cautelare nei confronti dell’indagato, che da ieri mattina non si trova più agli arresti domiciliari. Ma non si trova più neanche a Olbia. Infine, come riferisce la stessa guardia di finanza, “il giudice ha rilevato che le specifiche modalità esecutive della condotta criminosa sono sintomatiche di un’illecita attività non occasionale e organizzata secondo modalità quasi professionali, posta in essere avvalendosi della struttura lavorativa nella quale Derosas risulta stabilmente inserito».

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