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Olbia

Bambini “difficili” a scuola «Creiamo un’associazione»

Bambini “difficili” a scuola «Creiamo un’associazione»

L’appello di una madre a tutte le famiglie che hanno dei figli con problemi «Il mio è stato etichettato come monello, ora ha cambiato maestre ed è felice»

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OLBIA. «Sono tanti i bambini che hanno difficoltà a inserirsi tra i banchi e, in questi casi, la scuola dovrebbe intraprendere un percorso mirato tenendo conto delle loro esigenze. Ma la realtà è ben diversa. E’ per questo che rivolgo un appello a tutti i genitori i cui figli soffrono di disturbi dell’età evolutiva per dare vita a un centro di ascolto e di dialogo». A parlare è Anna (nome di fantasia) una giovane madre di una bambina di 11 anni e di un bimbo di 7, a cui è stato diagnosticato un deficit dell’attenzione con iperattività e disturbo del comportamento oppositivo e provocatorio (Dop) con alterazione mista dell’emotività e della condotta. «In parole povere - dice Anna - mio figlio ha difficoltà ad adattarsi al contesto scolastico con la messa in atto di comportamenti oppositivi e provocatori. Una bella gatta da pelare, insomma: per la scuola e le istituzioni».

La donna ha scritto anche una lettera al sindaco per sollevare il caso e anche a lui ha raccontato «la fatica che ho dovuto fare per accettare la patologia del mio bambino. Tanto che ho dovuto chiedere l’aiuto di diversi specialisti per ricorrere ai farmaci. Penso che nessun genitore vorrebbe sentirsi dire che il proprio figlio si comporta male a scuola. E qui vengo al punto: la scuola ha giocato un ruolo fondamentale in tutta questa faccenda. In prima elementare, mio figlio non si è sentito accettato e in qualche modo è stato “etichettato” come “bambino monello”. Non riuscivo a farlo vestire per andare a scuola, all’ingresso tentava di scappare, spesso mi picchiava. E poi ogni giorno venivo chiamata dal personale della scuola perché le insegnanti non riuscivano a gestirlo. Ho chiesto allora l’aiuto di tutti. Al dirigente scolastico, all’assessorato alla Pubblica istruzione e ai Servizi sociali, alle associazioni per la tutela dei minori e al Provveditorato agli studi. Quest’ultimo si è rivelato determinante e mi ha consigliato di cambiare scuola. Nuovi compagni, nuove maestre. E sono stata più fortunata. Il mio bambino è stato accolto in modo esemplare e la situazione si è capovolta: ora è felice di andare a scuola e anche se alcuni comportamenti sono da migliorare, ha fatto grandi progressi e dico grazie a chi lo ha aiutato. Mi auguro che ciò che è successo a mio figlio non accada più a nessun bambino ma vorrei che la mia esperienza possa essere di aiuto ad altre mamme che si sono trovate nella stessa situazione. Così mi è venuta l’idea di un’associazione». Anna rivolge l’invito «a tutti coloro che hanno bisogno soprattutto di un supporto morale, anche se il mio ambizioso intento sarebbe quello di riuscire a migliorare le condizioni di questi bambini a scuola, dove spesso vengono emarginati o non capiti. Tra l’altro in questi ultimi anni c’è stato un aumento di bambini dell’età evolutiva e le scuole sono obbligate a formarsi in modo tale da adottare tutte le stretegiae possibili per aiutare i bambini e le loro famiglie. Chi condivide il mio progetto, può contattarmi al 347-9725747». (s.p.)

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