Nuovo attacco dei comitati sulle discariche abusive
“Quattro corsie” e “Complanari” rincarano la dose dopo le richieste di intervento «Un’ordinanza sindacale frettolosa e incompleta, l’emergenza è ancora forte»
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OLBIA. Non si ferma la mobilitazione dei due comitati civici “Quattro corsie” e “Complanari”: dopo il primo esposto per la maxi discarica abusiva a Sa Corroncedda, hanno presentato una nuova denuncia sempre legata al progetto “Ambiente, salute e legalità”.
Non solo. Hanno lanciano un ulteriore grido d’allarme e ora annunciano «dopo aver letto di denunce e infiltrazioni mafiose», di voler «intraprendere una vera e propria marcia verso il servizio antimafia regionale, se non arriveranno risposte in tempi brevi».
I due comitati rincarano la dose, insomma, e dicono di non essere soddisfatti del contenuto dell’ordinanza sindacale numero 52 del 3 ottobre scorso, «emanata dopo aver denunciato l’emergenza igienico-sanitaria-ambientale lungo le complanari e negli ex campi nomadi di Colcò e Sa Corroncedda. Oltre a sollecitare gli accertamenti e a verificare le responsabilità e l’eventuale sussistenza di un reato penale, avevamo anche chiesto - scrivono i comitati - di pianificare gli interventi urgentissimi per rimuovere i rifiuti e di adottare le necessarie misure di monitoraggio costante delle zone interessate. Il risultato che abbiamo ottenuto? Un’ordinanza che secondo noi è incompleta perché niente si prospetta riguardo alla rimozione di rifiuti dalle strade complanari; alla bonifica dell’ex campo rom di Colcò; all’apposizione di idonei cartelli nelle zone interessate da discariche abusive; alla verifica dell’attuale condizione ambientale delle famiglie rom che nell’ultimo anno hanno lasciato il campo di Sa Corroncedda; al monitoraggio necessario dopo gli auspicabili interventi di rimozione dei rifiuti da tutte le zone interessate. Ma non è ancora finita. Da recenti segnalazioni che abbiamo raccolto sia dai comitati di quartiere che da semplici cittadini, risulta che nelle stesse periferie e in diversi rioni del comune olbiese sia in atto un vero e proprio degrado ambientale. Di fronte a una tale urgenza di risanamento - proseguono i comitati civici - l’ordinanza sindacale numero 52 non presenta alcun riferimento a quest’ultimo proposito e i cittadini non dovrebbero sostituirsi alle istituzioni nel controllo del territorio. Insomma, il degrado e l’assenza di controllo, lo ribadiamo una volta di più, hanno raggiunto limiti ormai non più accettabili ».
C’è dell’altro.
«E’ importante che si sappia che il responsabile all’Ambiente del Comune di Monti ci ha informati che dopo la nostra prima segnalazione, sono stati tempestivamente effettuati i controlli sulle complanari del territorio montino, rilevando un paio di “microscopiche” discariche - la cui bonifica non compete però al Comune di Monti - e anche in questo caso il problema è stato prontamente segnalato».
In un lungo documento firmato da Rita Padre (componente dei comitati), si scrive anche che finora è stato evidenziato «solo uno spaccato del gravissimo fenomeno con la speranza che chi amministra il territorio potesse intervenire immediatamente. A tutt’oggi, però, è chiaro che il problema non lo si vuole nemmeno conoscere nella sua totalità e di certo non può essere preso in carico a metà e risolto in maniera grossolana e frettolosa. Così come emerge dall’ordinanza numero 52».
“Quattro Corsie Olbia Sassari” e “Complanari Olbia Monti”, chiudono la nuova protesta ribadendo una volta di più che continueranno a impegnarsi senza sosta «per un ambiente pulito, sano e legale».
Non solo. Hanno lanciano un ulteriore grido d’allarme e ora annunciano «dopo aver letto di denunce e infiltrazioni mafiose», di voler «intraprendere una vera e propria marcia verso il servizio antimafia regionale, se non arriveranno risposte in tempi brevi».
I due comitati rincarano la dose, insomma, e dicono di non essere soddisfatti del contenuto dell’ordinanza sindacale numero 52 del 3 ottobre scorso, «emanata dopo aver denunciato l’emergenza igienico-sanitaria-ambientale lungo le complanari e negli ex campi nomadi di Colcò e Sa Corroncedda. Oltre a sollecitare gli accertamenti e a verificare le responsabilità e l’eventuale sussistenza di un reato penale, avevamo anche chiesto - scrivono i comitati - di pianificare gli interventi urgentissimi per rimuovere i rifiuti e di adottare le necessarie misure di monitoraggio costante delle zone interessate. Il risultato che abbiamo ottenuto? Un’ordinanza che secondo noi è incompleta perché niente si prospetta riguardo alla rimozione di rifiuti dalle strade complanari; alla bonifica dell’ex campo rom di Colcò; all’apposizione di idonei cartelli nelle zone interessate da discariche abusive; alla verifica dell’attuale condizione ambientale delle famiglie rom che nell’ultimo anno hanno lasciato il campo di Sa Corroncedda; al monitoraggio necessario dopo gli auspicabili interventi di rimozione dei rifiuti da tutte le zone interessate. Ma non è ancora finita. Da recenti segnalazioni che abbiamo raccolto sia dai comitati di quartiere che da semplici cittadini, risulta che nelle stesse periferie e in diversi rioni del comune olbiese sia in atto un vero e proprio degrado ambientale. Di fronte a una tale urgenza di risanamento - proseguono i comitati civici - l’ordinanza sindacale numero 52 non presenta alcun riferimento a quest’ultimo proposito e i cittadini non dovrebbero sostituirsi alle istituzioni nel controllo del territorio. Insomma, il degrado e l’assenza di controllo, lo ribadiamo una volta di più, hanno raggiunto limiti ormai non più accettabili ».
C’è dell’altro.
«E’ importante che si sappia che il responsabile all’Ambiente del Comune di Monti ci ha informati che dopo la nostra prima segnalazione, sono stati tempestivamente effettuati i controlli sulle complanari del territorio montino, rilevando un paio di “microscopiche” discariche - la cui bonifica non compete però al Comune di Monti - e anche in questo caso il problema è stato prontamente segnalato».
In un lungo documento firmato da Rita Padre (componente dei comitati), si scrive anche che finora è stato evidenziato «solo uno spaccato del gravissimo fenomeno con la speranza che chi amministra il territorio potesse intervenire immediatamente. A tutt’oggi, però, è chiaro che il problema non lo si vuole nemmeno conoscere nella sua totalità e di certo non può essere preso in carico a metà e risolto in maniera grossolana e frettolosa. Così come emerge dall’ordinanza numero 52».
“Quattro Corsie Olbia Sassari” e “Complanari Olbia Monti”, chiudono la nuova protesta ribadendo una volta di più che continueranno a impegnarsi senza sosta «per un ambiente pulito, sano e legale».
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