allarme rifiuti
Il caso discarica in Consiglio: i comitati si imbavagliano
OLBIA. Altro che consiglio comunale verità. La discussione della mozione sulla maxi-discarica di Sa Corroncedda si rivela un poco utile esercizio di dialettica politica. A tratti per nulla elegante,...
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OLBIA. Altro che consiglio comunale verità. La discussione della mozione sulla maxi-discarica di Sa Corroncedda si rivela un poco utile esercizio di dialettica politica. A tratti per nulla elegante, farcito di appellativi e termini volgari, poco rispettosi di una istituzione. Le opposizioni che tanto avevano battagliato per portare in aula il tema dei rifiuti e delle discariche, dopo la lettura della loro mozione, abbandonano l’aula. Una forma di protesta per la decisione della maggioranza di non aver convocato il consiglio comunale in sessione aperta. Le minoranze unite avevano chiesto un’assemblea che consentisse anche ai cittadini componenti del comitato Ambiente, salute e legalità di dire la loro. D’altronde è proprio da due loro esposti presentati a inizio ottobre che è esploso il caso della maxi-discarica di Sa Corroncedda e la Procura ha aperto una indagine. Coalizione civica e movimento 5 stelle scelgono di stare con i cittadini e nell’atrio del palazzo comunale improvvisano un Consiglio comunale parallelo davanti a smartphone e dirette Facebook. La maggioranza prosegue i lavori in solitaria senza contraddittorio. Dichiara inammissibile la mozione delle opposizioni, ne presenta una sua e se la vota. Al termine della seduta del Consigliotutti gli interrogativi sulla maxi discarica restano. Quanti rifiuti sono stoccati a Sa Piana manna, tra via Conca Onica e il campo rom? Quanto costerà la rimozione dell’immondizia e chi la pagherà? Sarà necessaria anche una bonifica dei terreni che in questi anni si sono nutriti di veleni. Il sindaco Settimo Nizzi ha campo libero per la sua filippica anti-opposizione. Per lui «la situazione ambientale della città è così drammatica da sempre». Tutta colpa, a suo dire, dell’appalto per la nettezza urbana ereditato dalla giunta Giovannelli che non contempla nel servizio i costi per la rimozione dei rifiuti delle discariche. (se.lu.)
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