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Olbia, segna ore di lavoro che non fa: impiegata infedele a processo

Olbia, segna ore di lavoro che non fa: impiegata infedele a processo

L'accusa per l'impiegata infedele è di truffa e falso

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OLBIA. Segnava ore di lavoro che in realtà non aveva svolto. E per attestare la veridicità della scheda oraria mensile che presentava all’ufficio competente per poter intascare il relativo compenso, aveva apposto la firma del responsabile del servizio. Risultata, appunto, falsa. A finire nei guai, un’impiegata infedele dei Servizi sociali del Comune di Olbia impegnata nel servizio civico comunale, Karina Polusuhina, 38 anni originaria della Lettonia. La donna, difesa dall’avvocato Tommaso Masu, sarà processata a febbraio davanti al giudice monocratico Marco Contu. La Procura ha emesso il decreto di citazione diretta a giudizio. Deve rispondere dei reati di truffa e falsità materiale. Secondo le accuse, avrebbe intascato indebitamente circa 6mila euro, a danno del Comune. I fatti contestati sarebbero avvenuti dal febbraio al novembre 2016. La donna lavorava nel servizio civico comunale.

Stando alle contestazioni del sostituto procuratore Ginevra Grilletti, avrebbe segnato nella scheda orario mensile che attestava la sua presenza in servizio, ore di lavoro in realtà non svolte in quanto assente. Il documento, risultato quindi contraffatto, sarebbe stato anche controfirmato dal responsabile del servizio di vigilanza edilizia, il quale ha disconosciuto la firma. Un giochetto che aveva consentito alla donna di farsi liquidare con accreditamento sul proprio conto corrente, un compenso pari a 5mila 963 euro. (t.s.)

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