il ricordo
Bazzoni e Sircana, vent’anni fa la tragedia aerea nel Kosovo
OLBIA. Vent’anni fa la tragedia aerea in Kosovo che costò la vita a venti volontari e cinque membri dell’equipaggio dell’aereo precipitato durante una missione umanitaria in quella terra martoriata...
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OLBIA. Vent’anni fa la tragedia aerea in Kosovo che costò la vita a venti volontari e cinque membri dell’equipaggio dell’aereo precipitato durante una missione umanitaria in quella terra martoriata dalla guerra. Tra le vittime dell’incidente aereo anche l’olbiese Roberto Bazzoni e l’amico e collega ortopedico Antonio Sircana. Martedì 12 novembre, alle 18 nella basilica di San Simplicio, verrà celebrata la messa in suffragio.
Roberto Bazzoni era un tecnico ortopedico di Olbia che insieme ad altri 19 volontari e 5 membri dell'equipaggio morì nel Kosovo, a seguito dell'incidente aereo Pam-Onu, avvenuto il 12 novembre 1999. Una tragedia che aveva sconvolto Olbia, la Gallura e tutta la Sardegna. Insieme all'amico e collega ortopedico Antonio Sircana, Bazzoni era diretto in Kosovo per una missione umanitaria con l'intento di costruire le basi per una struttura ospedaliera rivolta alla cura e alla riabilitazione delle vittime delle mine antiuomo che, come terribilmente noto, colpiscono ancora oggi soprattutto i bambini. Roberto Bazzoni cercava di portare la propria esperienza lavorativa in un Paese che aveva e ha ancora oggi grande necessità dell’apporto di tecnici specializzati per la realizzazione di protesi ortopediche su misura, per aiutare tutte le persone che purtroppo perdevano braccia e gambe a causa dello scoppio di mine antiuomo.
«Il suo ricordo – dicono familiari, parenti, amici e colleghi – è sempre vivo nel nostro cuore e non solo. A distanza di 20 anni dalla tragedia, portano di lui un’indelebile quanto immutato ricordo collaboratori, medici, pazienti e tutti coloro che lo hanno conosciuto».
Roberto Bazzoni era un tecnico ortopedico di Olbia che insieme ad altri 19 volontari e 5 membri dell'equipaggio morì nel Kosovo, a seguito dell'incidente aereo Pam-Onu, avvenuto il 12 novembre 1999. Una tragedia che aveva sconvolto Olbia, la Gallura e tutta la Sardegna. Insieme all'amico e collega ortopedico Antonio Sircana, Bazzoni era diretto in Kosovo per una missione umanitaria con l'intento di costruire le basi per una struttura ospedaliera rivolta alla cura e alla riabilitazione delle vittime delle mine antiuomo che, come terribilmente noto, colpiscono ancora oggi soprattutto i bambini. Roberto Bazzoni cercava di portare la propria esperienza lavorativa in un Paese che aveva e ha ancora oggi grande necessità dell’apporto di tecnici specializzati per la realizzazione di protesi ortopediche su misura, per aiutare tutte le persone che purtroppo perdevano braccia e gambe a causa dello scoppio di mine antiuomo.
«Il suo ricordo – dicono familiari, parenti, amici e colleghi – è sempre vivo nel nostro cuore e non solo. A distanza di 20 anni dalla tragedia, portano di lui un’indelebile quanto immutato ricordo collaboratori, medici, pazienti e tutti coloro che lo hanno conosciuto».
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