SCUOLA
Un manuale in gallurese e sardo per gli scolari delle elementari
TEMPIO. È molto di più di un sussidiario il libro che raccoglie testimonianze e proposte didattiche dell’uso del sardo e del gallurese. S’intitola "Gioghende e imparende – Ghjuchendi e imparendi" e,...
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TEMPIO. È molto di più di un sussidiario il libro che raccoglie testimonianze e proposte didattiche dell’uso del sardo e del gallurese. S’intitola "Gioghende e imparende – Ghjuchendi e imparendi" e, per quanto sia stato inizialmente ideato per le prime tre classi di una scuola primaria di Perfugas, è destinato a diventare un vero e proprio manuale per quegli insegnanti che vorranno dare ai loro alunni i primi rudimenti del sardo e del gallurese. Edito da Condaghes, il libro è il prodotto di un progetto denominato “Limba Nostra” che nel 2018 ha vinto per il suo valore innovativo il premio Label Europeo delle Lingue organizzato da Erasmus Plus e Indire. La commissione giudicatrice ha apprezzato il progetto per avere messo al centro una lingua minoritaria (e il sardo e il gallurese lo sono a tutti gli effetti) come elemento identitario e strumento utile per l’apprendimento dell’italiano e delle lingue straniere. “Limba nostra” è stato anche l’unico progetto italiano promosso nel portale delle lingue istituito dalla Commissione Europea. Così, grazie al lavoro di un team di specialisti, il gallurese può ora disporre di un efficace strumento didattico. Curato da Mauro Maxia, il volume raccoglie contributi di diversi esperti. Fanno parte dell’indice gli scritti degli alunni che studiarono sardo e gallurese per tre anni con Salvatore Patatu e Clara Farina. Vi hanno messo mano anche maestre attualmente in servizio, tutte convinte della straordinaria utilità di lingue ingiustamente sottovalutate.
«Dunque - dichiara Maxia - si tratta di un libro scritto a più mani e corredato da originali illustrazioni a colori realizzate da personale della scuola e da Diana Buiaroni, una disegnatrice laureata all’Accademia delle Belle Arti di Sassari». Il manuale è pertanto la sintesi finale di una meticolosa preparazione teorica promossa con un corso iniziale di formazione che ha coinvolto 40 maestre di scuola primaria e dell’infanzia. Oltre a Maxia, instancabile promotore di progetti e idee che mirano a valorizzare la conoscenza e la diffusione delle parlate in uso nell’isola, il progetto ha coinvolto nella sua fase propedeutica esperti di storia della lingua, grammatica, lessico del sardo e del gallurese, e qualificati formatori come Vanna Ledda, Vittoria Campus, Salvatore Patatu e Giuseppe Tirotto. Ciliegina sulla torta è stato, infine, il supporto dell’Università di Corsica. (g.pu.)
«Dunque - dichiara Maxia - si tratta di un libro scritto a più mani e corredato da originali illustrazioni a colori realizzate da personale della scuola e da Diana Buiaroni, una disegnatrice laureata all’Accademia delle Belle Arti di Sassari». Il manuale è pertanto la sintesi finale di una meticolosa preparazione teorica promossa con un corso iniziale di formazione che ha coinvolto 40 maestre di scuola primaria e dell’infanzia. Oltre a Maxia, instancabile promotore di progetti e idee che mirano a valorizzare la conoscenza e la diffusione delle parlate in uso nell’isola, il progetto ha coinvolto nella sua fase propedeutica esperti di storia della lingua, grammatica, lessico del sardo e del gallurese, e qualificati formatori come Vanna Ledda, Vittoria Campus, Salvatore Patatu e Giuseppe Tirotto. Ciliegina sulla torta è stato, infine, il supporto dell’Università di Corsica. (g.pu.)
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