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Olbia

torpè-La caletta 

Il dramma del ciclone Cleopatra rievocato nei versi di Chessa

TORPÈ. La ferita causata dal ciclone Cleopatra è ancora aperta. Il dramma vissuto in prima persona è davvero difficile da rimuovere dalla memoria, impossibile da dimenticare. Maria Antonietta Chessa,...

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TORPÈ. La ferita causata dal ciclone Cleopatra è ancora aperta. Il dramma vissuto in prima persona è davvero difficile da rimuovere dalla memoria, impossibile da dimenticare. Maria Antonietta Chessa, moglie di Giovanni Chessa, ha perso la suocera Badora Pittalis (morta mesi dopo l’alluvione ma per le conseguenze di quel tragico evento). La famiglia ha perso la casa: ora i Chessa vivono a La Caletta di Siniscola. Ma il pensiero è sempre fisso lì... Maria Antonietta si è così lasciata andare alla vena poetica, scrivendo questa lirica: “Notte buia fioriera di sorte funesta”.

«Riverbero argenteo intorno / cammina… cadi… svelta… via corri corri / un lucignolo ti guida. / Salvi! / D’un tratto il finimondo: boati, rimbombi, scrosci, tutto trema. / Paura? Disperazione? No / Non c’è tempo, non è il momento… / Aiuto! Aiuto! / Nessuno ti da credito. / Aiuto! aiuto! / Sono qui in mezzo all’inferno. / Aiuto! Aiuto! / Le ore passano… nessuno si vede… / lucine lontane… / un frastuono infausto sovrasta il silenzio / penetra il tuo corpo, domina la tua anima, la tua mente e ti disarma. / Paura? no. ancora no. / Ecco la luna bianca che tutto rischiara. / Acqua… acqua… liquido schiumoso si infrange ai miei piedi. /Paura? Un pensiero per chi si dispera per te! / Aiuto! aiuto! / Ecco la salvezza dal cielo! Inganno! / Le sue ali ti vogliono tra i flutti. / Paura? No. Ancora non è tempo / Aiuto! aiuto! / Ecco finalmente la salvezza! / Volti buoni ti accolgono con dolcezza / ti lasci andare grata all’abbraccio / paura? Sì… / di chi ti ruba la scena / paura di chi dubita la tua verità / paura di chi si sotrae alla responsabilità… / paura dell’ingiustizia della giustizia… / paura di aver perso il passato vissuto / il ricordo… a tratti… i vuoti… i forse… la confusione… / la mente vacilla. / La certezza? Uno spartiacque: il passato è andato… / hai una nuova opportunità! / Paura? Ancora? / Si! Di chi non trova l’attimo di stare da solo con la propria coscienza. / Ora sai chi ti ama.. chi ti ignora..chi sente il disagio… chi ti ha tradito. / Troverò la pace dentro di me? Non so... il tormento è grande. / So di essere grata per la vita concessa. / Di essere vitima, non il carnefice. / A me la libertà a loro la guerra. / La mia stima agli angeli del fango». Una lunga e intensa poesia per raccontare un dramma mai dimenticato.



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