La Nuova Sardegna

Olbia

«Fallimentare la gestione di Air Italy»

«Fallimentare la gestione di Air Italy»

All’attacco Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporto e Ugl. Oggi una giornata di sciopero

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OLBIA. Dall’altare alla polvere, in un anno e mezzo Air Italy non solo non ha soddisfatto le aspettative e il bisogno di mobilità della Sardegna, ma ha gettato un’ombra sul futuro della base aerea di Olbia e dei suoi lavoratori. Adesso i nodi vengono al pettine e le organizzazioni sindacali oggi calano la carta dello sciopero nazionale di 24 ore.

Il primo passo di una lunga serie di iniziative «fino a quando non arriverà un segnale forte di discontinuità con la gestione attuale», «In poco tempo – dicono le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl – siamo passati dagli annunci roboanti di crescita esponenziale della flotta, proclami di conquista e successi già acquisiti, alla cessione, di fatto, di gran parte dell’attività di volo ad altre compagnie (bulgare) con una flotta di aeromobili che, anziché triplicare come annunciato, si è ridotta a un terzo di quella che era, prima dell’ingresso del nuovo partner Qatar Airways». «La prova dei fatti – aggiungono i sindacati – è il mesto ripiegamento dell’attività di lungo raggio sulle rotte charter, alle quali l’attuale management, aveva rinunciato perché ritenute poco remunerative. Esattamente l’opposto delle condizioni preesistenti l’insediamento in compagnia di quel management che si era invece presentato, come il “team” della svolta, della crescita, dello sviluppo e dell’affermazione della “nuova” Air Italy. Quello che doveva essere il “management delle meraviglie” ha invece inanellato una serie nefasta di scelte miopi, dal punto di vista commerciale e addirittura scellerate ed autolesioniste, sotto il profilo della gestione della compagnia, così come nell' organizzazione interna e delle relazioni coi dipendenti. A pagarne le conseguenze sono i lavoratori di Air Italy e le loro famiglie, che ora vivono con precarietà il loro futuro. Cioè la stessa condizione avvilentedi tre anni fa, quando la “vecchia” Air Italy, ancora Meridiana, avviò alla mobilità coatta metà dei lavoratori». «

Oggi – concludono i sindacati – vogliamo mandare un messaggio chiaro: non siamo più disposti ad assistere inermi all’ennesimo disastro industriale . Non accetteremo ancora gli alibi, fin qui sostenuti dai manager, utilizzati per giustificare il fallimento delle loro azioni.

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