Rinagghju in vendita ma l’ultima parola alla prossima giunta
di Angelo Mavuli
In consiglio comunale il dibattito sul progetto di sviluppo Nel fronte del sì c’è anche l’ex sindaco Antonello Pintus
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TEMPIO. Chi, alla vigilia, pronosticava una seduta infuocata del consiglio comunale sulla richiesta di acquisto del compendio di Rinagghju, presentata dall’avvocato tempiese Salvatore Deiana a nome e per conto di un gruppo di acquirenti non ancora specificati, è rimasto deluso. Il consiglio comunale infatti c’è stato. Lunghissimo, dalle 17 alle 21, a tratti anche grintoso, senza però mai accendere le polveri. Ognuno dei presenti, che ha chiesto di intervenire dopo il vice sindaco Gianni Addis, gli assessori e i consiglieri, ha potuto serenamente dire il proprio parere e dibattere sul si o no alla vendita. Pareri seri, importanti, pensati e studiati con impegno e passione. Del resto si è ancora alla battute iniziali di una vicenda che non potrà finire in breve tempo. Possibilità paventata dai contrari alla vendita, che chiedono che «a concludere una eventuale trattativa sia la prossima giunta più legittimata dell’attuale».
La discussione avviata ieri con una lunga e dettaglia relazione di Gianni Addis è comunque sicuramente destinata a proseguire. Durante l’imminente campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale ed anche all’inizio dell’attività del nuovo esecutivo quando l’argomento necessariamente dovrà essere chiuso anche perché gli investitori o l’investitore non potranno attendere molto a lungo.
Tra i favorevoli alla vendita, durante il consiglio comunale, cui ha partecipato anche l’ex sindaco Antonello Pintus, (molto applaudito e favorevole alla vendita), la speranza è che si arrivi alla conclusione nel più breve tempo possibile per avviare quella rinascita di Rinagghju ricercata caparbiamente da tutte le amministrazioni e mai raggiunta per mille motivi. Paura di sbagliare, scelte errate e incomprensioni che ieri, per certi versi, sono state anche dibattute. Con l’augurio di tutti che alcuni errori che Tempio ha fatto in passato sulla gestione del suo patrimonio non abbiano più a ripetersi. La parola fine comunque non verrà sicuramente scritta da questa giunta, non per mancanza di legittimità dell’esecutivo, come diverse associazioni di cittadini ieri hanno affermato, ma semplicemente perché una decisione di tale portata,(vendita di un bene pubblico), ha i suoi tempi tecnici e burocratici. Durante il dibattito qualcuno ha anche chiesto di non vendere Rinagghju ma di pensare ad una sua concessione anche prolungata. Un concetto questo, che il gruppo acquirente, tramite l’avvocato Salvatore Deiana, respinge a priori con forza dicendosi disponibile solo all’acquisto. Idea questa che spaventa chi ha paura di perdere un patrimonio e che al contrario incoraggia i favorevoli alla vendita che ben sanno le difficoltà di una amministrazione comunale a gestire un grosso patrimonio pubblico senza fondi adeguati. Conforta infine il pensiero che nessuno andrebbe a spendere cifre enormi per un acquisto per poi mandare tutto in malora. Una storia comunque tutta ancora da scrivere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La discussione avviata ieri con una lunga e dettaglia relazione di Gianni Addis è comunque sicuramente destinata a proseguire. Durante l’imminente campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale ed anche all’inizio dell’attività del nuovo esecutivo quando l’argomento necessariamente dovrà essere chiuso anche perché gli investitori o l’investitore non potranno attendere molto a lungo.
Tra i favorevoli alla vendita, durante il consiglio comunale, cui ha partecipato anche l’ex sindaco Antonello Pintus, (molto applaudito e favorevole alla vendita), la speranza è che si arrivi alla conclusione nel più breve tempo possibile per avviare quella rinascita di Rinagghju ricercata caparbiamente da tutte le amministrazioni e mai raggiunta per mille motivi. Paura di sbagliare, scelte errate e incomprensioni che ieri, per certi versi, sono state anche dibattute. Con l’augurio di tutti che alcuni errori che Tempio ha fatto in passato sulla gestione del suo patrimonio non abbiano più a ripetersi. La parola fine comunque non verrà sicuramente scritta da questa giunta, non per mancanza di legittimità dell’esecutivo, come diverse associazioni di cittadini ieri hanno affermato, ma semplicemente perché una decisione di tale portata,(vendita di un bene pubblico), ha i suoi tempi tecnici e burocratici. Durante il dibattito qualcuno ha anche chiesto di non vendere Rinagghju ma di pensare ad una sua concessione anche prolungata. Un concetto questo, che il gruppo acquirente, tramite l’avvocato Salvatore Deiana, respinge a priori con forza dicendosi disponibile solo all’acquisto. Idea questa che spaventa chi ha paura di perdere un patrimonio e che al contrario incoraggia i favorevoli alla vendita che ben sanno le difficoltà di una amministrazione comunale a gestire un grosso patrimonio pubblico senza fondi adeguati. Conforta infine il pensiero che nessuno andrebbe a spendere cifre enormi per un acquisto per poi mandare tutto in malora. Una storia comunque tutta ancora da scrivere.
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