Migrante nigeriano battezzato a Trinità d'Agultu
di Sebastiano Depperu
Un padrino e due madrine per il giovane Frederick, ben integrato in paese: ha ricevuto anche il sacramento della cresima
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TRINITÀ D’AGULTU. E’ ancora giovane, Frederick Elebhose, ma ne ha viste già tante. Partito da un piccolo villaggio della Nigeria è arrivato a Trinità d'Agultu e Vignola, dove vive e lavora. Classe 1992, si è ben integrato e, qualche giorno fa, ha ricevuto i sacramenti. Sabato, infatti, nella parrocchia della Santissima Trinità don Santino Cimino ha somministrato battesimo e cresima al ventisettenne, occupato nel servizio civile del comune di Trinità. Il paese, dunque, si conferma comunità accogliente ed evangelizzante. Frederick è cristiano ma non aveva i sacramenti. «Ho deciso così di riceverli nella comunità che mi ha accolto come un suo figlio - ha raccontato il giovane in inglese, l'italiano lo sta imparando - e ora sono veramente felice».
La scelta del giovane nigeriano è stata anche un momento veicolante di pace e dialogo tra le religioni. In tanti, anche molti musulmani, hanno partecipato alla cerimonia di iniziazione cristiana, ammirando la testimonianza di fede, emozione e gioia di Frederick e dei suoi padrini Tonuccio Prunas, Pina Addis e Pierlina Muretti, rispettivamente padrino e madrina di battesimo e madrina di cresima. Il padrino e una madrina sono due persone diversamente abili, che usufruiscono dell'indispensabile servizio civile che viene offerto in paese, e sono stati scelti dal ragazzo "perché frequentano la chiesa", così come l'altra madrina. Frederick li conosce bene: «Ho diretto contatto con loro - spiega - li vedo ogni giorno. Li ho voluti scegliere per questo importante passo per me». La celebrazione eucaristica è stata animata dal coro "Le voci bianche" di Chiaretta. La serata si è conclusa in allegria con un rinfresco all'oratorio parrocchiale dove tra l'altro, quasi come una ciliegina sulla torta, si è raccontato un fatto significativo della levatura morale del neo battezzato: qualche giorno fa, Frederick ha trovato per strada un portafoglio e lo ha portato subito in Comune per restituirlo al proprietario. «Davvero un bell'esempio di integrazione sociale ottenuta lavorando in sinergia, con intelligenza, personalità e carattere - commenta don Santino Cimino -: da lui ho appreso la sofferenza umana. Ha passato veramente dei periodi bui scappando dalla propria terra e arrivando a Trinità che, per lui, è diventato il suo porto sicuro». Il ragazzo ha più volte raccontato (senza voler entrare nei particolari troppo dolorosi) delle difficolta che ha dovuto affrontare per attraversare l'Africa, per arrivare nelle coste del Mediterrano da dove è partito con tante altre persone in cerca di un futuro migliore. La macchina dell'accoglienza lo ha portato poi al centro di Trinità d'Agultu, qualche anno fa. Ora, vive in modo autonomo e lavora. Il paese lo ha accolto come «un altro figlio sempre sorridente e disponibile con tutti», così dicono di lui quasi tutti a Trinità d'Agultu e Vignola.
La scelta del giovane nigeriano è stata anche un momento veicolante di pace e dialogo tra le religioni. In tanti, anche molti musulmani, hanno partecipato alla cerimonia di iniziazione cristiana, ammirando la testimonianza di fede, emozione e gioia di Frederick e dei suoi padrini Tonuccio Prunas, Pina Addis e Pierlina Muretti, rispettivamente padrino e madrina di battesimo e madrina di cresima. Il padrino e una madrina sono due persone diversamente abili, che usufruiscono dell'indispensabile servizio civile che viene offerto in paese, e sono stati scelti dal ragazzo "perché frequentano la chiesa", così come l'altra madrina. Frederick li conosce bene: «Ho diretto contatto con loro - spiega - li vedo ogni giorno. Li ho voluti scegliere per questo importante passo per me». La celebrazione eucaristica è stata animata dal coro "Le voci bianche" di Chiaretta. La serata si è conclusa in allegria con un rinfresco all'oratorio parrocchiale dove tra l'altro, quasi come una ciliegina sulla torta, si è raccontato un fatto significativo della levatura morale del neo battezzato: qualche giorno fa, Frederick ha trovato per strada un portafoglio e lo ha portato subito in Comune per restituirlo al proprietario. «Davvero un bell'esempio di integrazione sociale ottenuta lavorando in sinergia, con intelligenza, personalità e carattere - commenta don Santino Cimino -: da lui ho appreso la sofferenza umana. Ha passato veramente dei periodi bui scappando dalla propria terra e arrivando a Trinità che, per lui, è diventato il suo porto sicuro». Il ragazzo ha più volte raccontato (senza voler entrare nei particolari troppo dolorosi) delle difficolta che ha dovuto affrontare per attraversare l'Africa, per arrivare nelle coste del Mediterrano da dove è partito con tante altre persone in cerca di un futuro migliore. La macchina dell'accoglienza lo ha portato poi al centro di Trinità d'Agultu, qualche anno fa. Ora, vive in modo autonomo e lavora. Il paese lo ha accolto come «un altro figlio sempre sorridente e disponibile con tutti», così dicono di lui quasi tutti a Trinità d'Agultu e Vignola.
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