Olbia, il nuovo parroco di San Simplicio arriva con un sorriso e un augurio
Già parroco in cattedrale a Tempio, don Antonio Tamponi ha 47 anni
OLBIA. Il sorriso e la gioia di chi ha la fede nel cuore hanno guidato don Antonio Tamponi nella celebrazione della sua prima messa come parroco coadiutore della basilica di San Simplicio. Al suo fianco lo storico don Giovanni Debidda, nominato dal vescovo parroco emerito, molti sacerdoti della diocesi di Tempio Ampurias e la comunità di fedeli. “Un ingresso senza la grancassa - ha detto nel discorso prima della messa il vescovo Sebastiano Sanguinetti -. Perché questo momento non deve rappresentare un inizio, una frattura. Il prima e il dopo. Ma semplicemente la continuità di quel servizio che don Giovanni ha portato avanti per 50 anni. Che grande dono e che grande grazia per lui. E per tutta la comunità. Don Antonio è giovane, ha solo 47 anni ma è ben temprato nel servizio sacerdotale. Parroco a Sant’Antonio e per anni in Cattedrale a Tempio. Viene qui per trasferire alla comunità le sue esperienze”.
Quale sia la missione a cui è chiamato il nuovo parroco la spiega don Antonio con le prime parole dell’omelia. “Sono qui per parlare di Gesù” afferma. E subito dopo dona alla sua nuova comunità parrocchiale una parte molto intima della sua vita. Che si traduce in un messaggio di fede che riempie il cuore. “Mia madre sta morendo. Potete solo immaginare cosa significhi restituire a Gesù questa mamma che è stata per noi non una capanna, ma Betlemme. Però nemmeno il lutto può allontanarci da Gesù. Quando qualcuno mi dice “ma io non riesco a superarlo”. Rispondo no, no. Lui non ci ha mai mentito. “Non saprete né il giorno né l’ora”. Io non sono arrabbiato con Gesù. Mamma è di Gesù. Sono contento? Giammai, la vorrei sempre con me. È la prima volta che in un mio sacramento lei non è presente. Ma Gesù è grazia, è gioia. È amore senza misura. Ed è questo che vi auguro per questo Natale. Una gioia infinita. Una gioia nuova, che ricostruisce”.
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