porto cervo
Pestati dai bodyguard dei vip le sette vittime chiedono i danni
PORTO CERVO. Erano stati pestati violentemente da sette sudamericani schierati in formazione da combattimento che li ritenevano responsabili di aver lanciato dei sassolini contro le lussuose auto...
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PORTO CERVO. Erano stati pestati violentemente da sette sudamericani schierati in formazione da combattimento che li ritenevano responsabili di aver lanciato dei sassolini contro le lussuose auto sportive a cui facevano la sorveglianza. Vittime di quel pestaggio, avvenuto poco distante dal Phi Beach, a Baia Sardinia, nel giugno 2011, sette ragazzi galluresi, alcuni dei quali reduci da una festa di addio al celibato. Le conseguenze per i giovani sardi, quasi tutti di Olbia, erano state pesanti: fratture varie, ferite, traumi. Tutti erano finiti in ospedale. Per uno di loro, si era resa necessaria la ricostruzione dello zigomo con placca di titanio. L’episodio è stato rievocato di fronte al giudice monocratico Camilla Tesi. Durante l’udienza è stato sentito l’allora comandante della stazione dei carabinieri di Porto Cervo, Giulio Brandano, che però non aveva partecipato all’identificazione degli aggressori, e un testimone oculare di quel pestaggio, scampato all’aggressione perché era riuscito a fuggire. Il processo è stato aggiornato al 5 maggio.
Le vittime si sono costituite parte civile con gli avvocati Rosa Cocco, Michele Ponsano ed Eliodoro Piras. (t.s.)
Le vittime si sono costituite parte civile con gli avvocati Rosa Cocco, Michele Ponsano ed Eliodoro Piras. (t.s.)
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