Air Italy, i tagli per l’estate: addio Torino, resta Verona
di Giandomenico Mele
Prime anticipazioni sulla “summer 2020” della compagnia al Costa Smeralda. Pochi aerei, ma aumenta la frequenza settimanale dei voli da e per Bologna
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OLBIA. Addio Torino. Verona sì, ma con riduzione del periodo operativo. Aumento delle frequenze settimanali su Bologna. Sono le anticipazioni su alcune delle rotte chiave per la “Summer 2020” di Air Italy sull’aeroporto Costa Smeralda di Olbia. Un 2020 che sembra percorrere la rotta dei tagli, sempre riconducibili allo scarso numero di aerei a disposizione della compagnia partecipata da Qatar Airways. Si parte con la scomparsa dei servizi aerei estivi previsti su Torino e l’aumento delle frequenze settimanali su Bologna. Inalterate quelle su Verona. Il periodo di operatività, però, sarà solo dal primo giugno al 30 settembre.
No Torino. La destinazione Torino era prevista con decolli plurisettimanali, il volo era in vendita fino a non molti giorni fa. Poi c’è stato un aggiornamento e il collegamento è stato soppresso. Contemporaneamente i voli tra Olbia e Bologna sono stati aumentati da 7 a 12, il doppio volo non opererà però di martedì e mercoledì. Resta Verona. Mentre, come nel 2019, Bergamo e Venezia, nel passato operate, non verranno riattivate. La linea tendenziale per Air Italy, dunque, viene tracciata all’insegna di una riduzione dei collegamenti con gli aeroporti alternativi a Linate e Fiumicino, oltre l’hub di riferimento che è Malpensa. Spariscono soprattutto collegamenti sui mesi di spalla: aprile, maggio ed ottobre sulle destinazioni secondarie del nord Italia. Stesso discorso, durante la stagione invernale, per le frequenze settimanali dagli stessi aeroporti su Olbia.
Inverno al ribasso. Segnali non troppo positivi, già manifestati per la stagione invernale. La “Winter season” è programmata dal 27 ottobre al 28 marzo, cinque mesi che un tempo sarebbero stati definiti di bassa stagione, contro 7 mesi con flussi turistici importanti. Il “timetable” dello scalo di Olbia, per il momento, perde qualche rotta tradizionale. Non ci saranno più l’Olbia-Milano Malpensa e l’Olbia-Bologna operati da Air Italy. La compagnia di proprietà del fondo Akfed e di Qatar Airways, infatti, ha deciso di concentrarsi unicamente sulle rotte in continuità territoriale, dunque vola secondo quanto stabilito dagli accordi con la Regione su Linate e Roma Fiumicino. Stando così le cose, rotte di Air Italy in continuità a parte, l’unico collegamento annuale sulla Penisola resterebbe quello di easyJet da Olbia su Milano Malpensa.
Pochi aerei. Il 2020 di Air Italy sembra confermarsi come un anno pieno di incognite. Da 15 aerei presenti al momento della vendita del 49% a Qatar Airways, il prossimo anno Air Italy passerà a 7 velivoli. Due Boeing 737 e cinque Aribus A330. Non esiste un piano flotta approvato, né per gli aerei che volano sui collegamenti nazionali, né per quelli più capienti, i cui leasing con Qatar Airways scadono tutti nel 2020. Dal marzo 2019, quando i tre Boeing 737 Max sono stati fermati per problemi di sicurezza, come accaduto in tutto il mondo, l’incertezza regna sovrana nè è stato spiegato come la compagnia intendesse sostituire gli aeromobili fermi. Situazione resa ancora più complessa dall’annuncio da parte di Boeing dello stop alla produzione dei 737 Max. Air Italy ne aveva ordinato 17. Una sospensione che la Boeing ha definito «temporanea», a partire da gennaio. Ma che non ha scadenza, è a tempo indeterminato. La decisione, presa al termine di un incontro del consiglio di amministrazione, è la conseguenza diretta del fatto che le autorità americane e internazionali hanno ormai tolto ogni illusione al re statunitense del settore aerospaziale: nessuna certificazione a riprendere i voli del 737 è in arrivo entro fine anno e neppure all’inizio del 2020.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
No Torino. La destinazione Torino era prevista con decolli plurisettimanali, il volo era in vendita fino a non molti giorni fa. Poi c’è stato un aggiornamento e il collegamento è stato soppresso. Contemporaneamente i voli tra Olbia e Bologna sono stati aumentati da 7 a 12, il doppio volo non opererà però di martedì e mercoledì. Resta Verona. Mentre, come nel 2019, Bergamo e Venezia, nel passato operate, non verranno riattivate. La linea tendenziale per Air Italy, dunque, viene tracciata all’insegna di una riduzione dei collegamenti con gli aeroporti alternativi a Linate e Fiumicino, oltre l’hub di riferimento che è Malpensa. Spariscono soprattutto collegamenti sui mesi di spalla: aprile, maggio ed ottobre sulle destinazioni secondarie del nord Italia. Stesso discorso, durante la stagione invernale, per le frequenze settimanali dagli stessi aeroporti su Olbia.
Inverno al ribasso. Segnali non troppo positivi, già manifestati per la stagione invernale. La “Winter season” è programmata dal 27 ottobre al 28 marzo, cinque mesi che un tempo sarebbero stati definiti di bassa stagione, contro 7 mesi con flussi turistici importanti. Il “timetable” dello scalo di Olbia, per il momento, perde qualche rotta tradizionale. Non ci saranno più l’Olbia-Milano Malpensa e l’Olbia-Bologna operati da Air Italy. La compagnia di proprietà del fondo Akfed e di Qatar Airways, infatti, ha deciso di concentrarsi unicamente sulle rotte in continuità territoriale, dunque vola secondo quanto stabilito dagli accordi con la Regione su Linate e Roma Fiumicino. Stando così le cose, rotte di Air Italy in continuità a parte, l’unico collegamento annuale sulla Penisola resterebbe quello di easyJet da Olbia su Milano Malpensa.
Pochi aerei. Il 2020 di Air Italy sembra confermarsi come un anno pieno di incognite. Da 15 aerei presenti al momento della vendita del 49% a Qatar Airways, il prossimo anno Air Italy passerà a 7 velivoli. Due Boeing 737 e cinque Aribus A330. Non esiste un piano flotta approvato, né per gli aerei che volano sui collegamenti nazionali, né per quelli più capienti, i cui leasing con Qatar Airways scadono tutti nel 2020. Dal marzo 2019, quando i tre Boeing 737 Max sono stati fermati per problemi di sicurezza, come accaduto in tutto il mondo, l’incertezza regna sovrana nè è stato spiegato come la compagnia intendesse sostituire gli aeromobili fermi. Situazione resa ancora più complessa dall’annuncio da parte di Boeing dello stop alla produzione dei 737 Max. Air Italy ne aveva ordinato 17. Una sospensione che la Boeing ha definito «temporanea», a partire da gennaio. Ma che non ha scadenza, è a tempo indeterminato. La decisione, presa al termine di un incontro del consiglio di amministrazione, è la conseguenza diretta del fatto che le autorità americane e internazionali hanno ormai tolto ogni illusione al re statunitense del settore aerospaziale: nessuna certificazione a riprendere i voli del 737 è in arrivo entro fine anno e neppure all’inizio del 2020.
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