Più di 5mila chili di pesce sequestrati durante il 2019
di Giandomenico Mele
Il bilancio dei controlli effettuati dalla Direzione marittima sulla filiera ittica Da fine novembre 561 verifiche: individuati 900 chili di prodotto non conforme
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OLBIA. Interrompere la catena perversa tra domanda e offerta di pesce non tracciato. Un mercato abusivo che danneggia il cliente finale, incentiva la pesca abusiva e condanna i ristoratori non virtuosi al pagamento di multe salate. Ma, quel che è peggio, segna una frattura nel rapporto fiduciario tra esercente e cliente finale. Ieri mattina la Direzione marittima di Olbia ha presentato i risultati dell’operazione “Mercato globale”, partita a fine novembre e in corso fino alla vigilia di Capodanno, che vede impegnata la Guardia costiera in una serie di controlli lungo l’intera filiera ittica, dal mare agli esercizi commerciali.
I numeri. Il personale della Direzione marittima del nord Sardegna, coordinato dal direttore marittimo Maurizio Trogu, ha svolto 561 controlli sulla filiera della pesca, portando al sequestro di circa 900 chili di prodotti ittici non conformi alle prescrizioni nazionali e internazionali. «Le maggiori criticità sono state riscontrate su ristorazione e grande distribuzione, che non sempre seguono le regole previste in materia di tracciabilità ed etichettatura – ha spiegato Maurizio Trogu -. Il nostro lavoro consiste anche nel sensibilizzare chi somministra il pescato illegale a interrompere gli acquisti da pescatori non professionisti. Acquisti spesso fatti al buio, senza garanzia sulla corretta conservazione del pescato».
Nell’ambito dell’operazione “Mercato globale” sono state elevate anche 16 sanzioni amministrative, una sanzione penale, per un importo di quasi 20 mila euro.
Bilancio 2019. Tra gli illeciti domina la mancata tracciabilità del prodotto, mentre, come detto, le ispezioni si sono concentrate soprattutto su ristorazione, grande distribuzione, commercio in strada e le prime attività sul mare. L’attività di controllo e prevenzione, oltre quella sanzionatoria, della Direzione marittima di Olbia non si esaurisce solo nel periodo natalizio.
Il bilancio del 2019 è comunque positivo, a parte i picchi estivi e quelli nelle festività pasquali e, appunto, natalizie, durante le quali, aumentando il consumo di pesce, si rileva un aumento delle sanzioni. Nel 2019 sono stati 5.130 i chilogrammi di pesce sequestrato, per 154 sanzioni amministrative, 8 penali e un importo di quasi 240 mila euro. Gli illeciti rilevati hanno riguardato soprattutto violazioni relative alla tracciabilità e alla pesca ricreativa/sportiva. Un ulteriore segnale del rapporto perverso tra distributori e pescatori abusivi. Infatti per quanto concerne l’attività a mare, gli illeciti accertati sono stati commessi soprattutto da pescatori, sia professionisti che ricreativi.
I numeri. Il personale della Direzione marittima del nord Sardegna, coordinato dal direttore marittimo Maurizio Trogu, ha svolto 561 controlli sulla filiera della pesca, portando al sequestro di circa 900 chili di prodotti ittici non conformi alle prescrizioni nazionali e internazionali. «Le maggiori criticità sono state riscontrate su ristorazione e grande distribuzione, che non sempre seguono le regole previste in materia di tracciabilità ed etichettatura – ha spiegato Maurizio Trogu -. Il nostro lavoro consiste anche nel sensibilizzare chi somministra il pescato illegale a interrompere gli acquisti da pescatori non professionisti. Acquisti spesso fatti al buio, senza garanzia sulla corretta conservazione del pescato».
Nell’ambito dell’operazione “Mercato globale” sono state elevate anche 16 sanzioni amministrative, una sanzione penale, per un importo di quasi 20 mila euro.
Bilancio 2019. Tra gli illeciti domina la mancata tracciabilità del prodotto, mentre, come detto, le ispezioni si sono concentrate soprattutto su ristorazione, grande distribuzione, commercio in strada e le prime attività sul mare. L’attività di controllo e prevenzione, oltre quella sanzionatoria, della Direzione marittima di Olbia non si esaurisce solo nel periodo natalizio.
Il bilancio del 2019 è comunque positivo, a parte i picchi estivi e quelli nelle festività pasquali e, appunto, natalizie, durante le quali, aumentando il consumo di pesce, si rileva un aumento delle sanzioni. Nel 2019 sono stati 5.130 i chilogrammi di pesce sequestrato, per 154 sanzioni amministrative, 8 penali e un importo di quasi 240 mila euro. Gli illeciti rilevati hanno riguardato soprattutto violazioni relative alla tracciabilità e alla pesca ricreativa/sportiva. Un ulteriore segnale del rapporto perverso tra distributori e pescatori abusivi. Infatti per quanto concerne l’attività a mare, gli illeciti accertati sono stati commessi soprattutto da pescatori, sia professionisti che ricreativi.
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