La Nuova Sardegna

Olbia

Elisa regina di Capodanno Sul palco come 18 anni fa

Elisa regina di Capodanno Sul palco come 18 anni fa

Fu la cantante friulana nel 2002 a dare il via alla stagione del brindisi in piazza Da allora si sono susseguiti importanti artisti: da Laura Pausini ai Måneskin 

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Il concertone diventa maggiorenne. E neanche a farlo apposta, diciotto anni dopo la prima volta, sarà proprio Elisa a trascinare Olbia nel nuovo anno. Esattamente come nel 2002, quando davanti a un pubblico ancora timido, e per nulla abituato ai brindisi sotto le stelle, la cantante friulana inaugurò la lunga e fortunata stagione del Capodanno in piazza. In quattromila si strinsero al freddo, con sciarpe e cappelli, dietro le transenne messe in fila davanti a palco e riflettori. Numeri ben lontani da quelli registrati negli anni successivi. Ma era pur sempre la prima volta e, alla fine, la decisione di fare di Olbia una delle regine del Capodanno in piazza si rivelò azzeccata.

La prima volta. Poche le cose in comune con oggi. Di sicuro il nome della star, Elisa, e quello del sindaco, Settimo Nizzi. Per il resto è cambiato quasi tutto. Per esempio la location. Niente molo Brin: Elisa cantò in piazza Crispi, dove c’erano ancora i vigili del fuoco con la loro caserma. Se il concerto di stanotte costerà 380mila euro, quello del 2002 costò 190 milioni, naturalmente di lire. Gli assessori che ai tempi si occupavano dello show erano quelli alla Cultura, Paolo Calaresu, e al Turismo, Antonello Ruda. In cabina di regia, invece, l’Ondata Sonica di Gianluca Vassallo, che nei primi anni Duemila regalò alla città una interessante serie di concerti. Ma in quei giorni di diciotto anni fa scoppiò anche una polemica, con gli organizzatori dello spettacolo e numerosi olbiesi che si lamentarono del fatto che ristoratori e albergatori non credettero particolarmente nel concerto in piazza. Infine, però, a conquistare la scena fu la musica. Inizialmente l’amministrazione comunale prese in considerazione Bennato, Raf e Avion Travel. Troppo costosi: meglio Elisa, che aveva da poco smesso di cantare soltanto in inglese e che nel febbraio prima aveva vinto il festival di Sanremo con «Luce», forse ancora oggi la sua canzone più famosa. Elisa, all’epoca appena 24enne, ancora timida, cantò dopo i fuochi d’artificio di mezzanotte. Ad aprire la serata, invece, furono gli olbiesi Breakin down blues. La prima volta, che minò la consuetudine dei classici cenoni in famiglia, andò comunque bene. Olbia si fece così largo nel panorama regionale e affiancò Cagliari e Alghero nell’Olimpo sardo del Capodanno in piazza.

La consacrazione. Il concertone di San Silvestro divenne subito tradizione. Difficile oggi immaginare un Capodanno senza musica all’aperto e brindisi collettivi. Quindi nel 2003 fu la volta della Pfm, mentre l'anno successivo toccò a Skin, Max Gazzè e Paola Turci. Il 2005 si festeggiò con Francesco Renga e il 2006 con i Negrita. Nel 2007 spazio ai Sugarfree, oggi scomparsi dai radar, e nel 2008 una festa low cost con i gruppi locali. Poi il 2009, con il grande show dei Negramaro. Il top nel 2010 con il concerto di Laura Pausini, che richiamò decine di migliaia di persone, mentre nel 2011 si fece festa con Nek e nel 2012 con J-Ax. Nel 2013 ancora band locali e nel 2014 nessun concerto per via del lutto post alluvione. I riflettori si riaccesero nel 2015 con Giuliano Palma e Club Dogo. A seguire Subsonica e Machete, un nuovo Capodanno low cost con Enigma, nel 2018 il ritorno di J-Ax e, un anno fa, lo spettacolo dei Måneskin, una delle band più in voga degli ultimi tempi. (d.bu.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative