La Nuova Sardegna

Olbia

La città di pietra “digitale” ecco i siti che la raccontano

di Giuseppe Pulina
La città di pietra “digitale” ecco i siti che la raccontano

Le pagine web istituzionali le più gettonate: le visite del 2018 sono state 174mila Con la parola chiave “carnevale” si trova di tutto, poche informazioni sul Limbara

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TEMPIO. Purché se ne parli e scriva, e lo si faccia soprattutto bene. Nell’era della comunicazione digitale, anche la città di pietra ha una sua esistenza per così dire virtuale. C’è una Tempio “on air” che potrebbe rivelare più di un aspetto curioso e interessante, ma anche qualche lacuna. Una Tempio che richiama l’attenzione soprattutto di turisti e visitatori interessati ad avere informazioni utili sui luoghi da visitare, i punti di ristoro meglio recensiti e le strutture alberghiere più raccomandate. Ma Tempio, almeno per il territorio, è centro di servizi, e così chi naviga nella rete scopre che il nome della città è legato soprattutto ai principali siti istituzionali. Tra questi, quello del Comune, che si presenta come una piattaforma utile per avere notizie su bandi di concorso, appalti ed eventi programmati in città. Nel 2018 ha totalizzato qualcosa come 174mila visite. Anche se è il classico sito internet che non consente un’interazione immediata, è ormai un punto di riferimento. Fa il paio, in un certo senso, con un altro sito istituzionale, quello del Tribunale, impegnato nell'attivazione anche in Gallura del processo civile telematico. Chi cerca Tempio nel mare magnum del web, lo voglia o no, non potrà non approdare sui siti che parlano del carnevale di casa. È quasi superfluo precisare che questi vengono letteralmente presi d’assalto durante la sei giorni. Il sito che detta legge è naturalmente “carnevaletempiese.it”. La parola magica è “carrasciali”, basta digitarla per venire indirizzati verso i siti che più autorevolmente ne parlano. Autorevolezza, va detto, che deriva dal numero di visite registrate, perché è così che credito e prestigio funzionano nel web. Guai, però, a trascurare "visit-tempio". Qui troviamo un sito fresco di restyling, un interfaccia informativo fb e un city-blog per rimanere informati sugli eventi in programma in città. Chi ama la storia troverà accattivante “galluratour.it”, il sito di Guido Rombi, storico e bibliotecario, che racconta Tempio e la Gallura dell’800 con i resoconti di chi l’attraversò viaggiando. Eppure anche nel web qualcosa non luccica come forse dovrebbe. È il Limbara, la montagna della Gallura, su cui il turista chiede immancabilmente informazioni. In circolazione non si trova tanto materiale e, soprattutto, la montagna gallurese non giganteggia tra le pagine del web, pur esistendo un sito tematico ben fatto. “Mancano in realtà – dichiara Fabio Nieddu, giovane tempiese, esperto di comunicazione digitale – siti dedicati a temi come la cultura del vino. Servono contenuti interessanti che generino valore per i motori di ricerca”. Urgerebbero, quindi, interventi mirati. “Vengono in mente siti web spesso non pensati per gli utenti ed esteticamente poco coinvolgenti con il classico menù a tendina, fatti di soli test e immagini, privi di video e app”.

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