Maltratta la convivente il gip: allontanamento dalla casa familiare
OLBIA. Non potrà avvicinarsi all’abitazione familiare, quella in cui conviveva con la sua compagna. La stessa casa dove, sabato scorso, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver...
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Non potrà avvicinarsi all’abitazione familiare, quella in cui conviveva con la sua compagna. La stessa casa dove, sabato scorso, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver picchiato la donna, colpita per due volte con altrettanti pugni in faccia. Ieri l’uomo, un 50enne olbiese, difeso dall’avvocato Giommaria Uggias, è comparso davanti al gip del tribunale di Tempio per la convalida dell’arresto. Il giudice Marco Contu ha rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere formulata dal pubblico ministero, disponendo invece l’allontanamento dall’abitazione familiare.
L’arresto era scattato sabato scorso. I militari della sezione radiomobile del Reparto territoriale di Olbia erano intervenuti in una via del quartiere Bandinu, allertati dal padre della donna (45 anni) che, disperata, chiedeva aiuto dalla finestra della stanza nella quale si era rinchiusa. La lite tra i due, secondo quanto raccontato dalla 45enne, sarebbe cominciata in auto per esplodere poi all’interno della loro casa. L’uomo avrebbe scaraventato a terra alcuni oggetti colpendola poi con un pugno in faccia. Terrorizzata si sarebbe rinchiusa a chiave nella camera da letto, chiedendo aiuto dalla finestra. Ma il suo compagno sarebbe riuscito a sfondare la porta, sferrandole un secondo pugno in faccia. Sentendo le urla, il padre della donna ha quindi chiamato il 112. L’uomo era accusato di maltrattamenti nei confronti della compagna e di oltraggio e minacce nei confronti dei militari. Ieri mattina l’udienza davanti al gip. «La vicenda si è assolutamente sgonfiata ed è in atti la prova che non c’è stata nessuna violenza nei confronti della donna, nessun pugno», ha commentato l’avvocato Uggias. (t.s.)
L’arresto era scattato sabato scorso. I militari della sezione radiomobile del Reparto territoriale di Olbia erano intervenuti in una via del quartiere Bandinu, allertati dal padre della donna (45 anni) che, disperata, chiedeva aiuto dalla finestra della stanza nella quale si era rinchiusa. La lite tra i due, secondo quanto raccontato dalla 45enne, sarebbe cominciata in auto per esplodere poi all’interno della loro casa. L’uomo avrebbe scaraventato a terra alcuni oggetti colpendola poi con un pugno in faccia. Terrorizzata si sarebbe rinchiusa a chiave nella camera da letto, chiedendo aiuto dalla finestra. Ma il suo compagno sarebbe riuscito a sfondare la porta, sferrandole un secondo pugno in faccia. Sentendo le urla, il padre della donna ha quindi chiamato il 112. L’uomo era accusato di maltrattamenti nei confronti della compagna e di oltraggio e minacce nei confronti dei militari. Ieri mattina l’udienza davanti al gip. «La vicenda si è assolutamente sgonfiata ed è in atti la prova che non c’è stata nessuna violenza nei confronti della donna, nessun pugno», ha commentato l’avvocato Uggias. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
