La Nuova Sardegna

Olbia

Finto consulente, altre due denunce

di Marco Bittau
Finto consulente, altre due denunce

Imprenditori accusano di truffa Gianni Derosas che intanto sta restituendo i soldi alla prima delle sue vittime

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OLBIA. Altre due denunce per truffa sono state presentate alla guardia di finanza di Olbia nei confronti di Gianni Derosas, l’improbabile consulente-mediatore già arrestato lo scorso ottobre con l’accusa di aver intascato ingenti somme di denaro da un imprenditore olbiese per effettuare versamenti d’imposta mai avvenuti e con la promessa di intercedere con funzionari dell’Agenzia delle entrate al fine di evitare pesanti sanzioni tributarie. Per quella vicenda Derosas sta ora restituendo il denaro all’imprenditore truffato e il gip del tribunale di Tempio, Camilla Tesi, infatti ha revocato la misura cautelare del divieto di dimora a Olbia. Imprenditore che, comunque, si costituirà parte civile nel processo assistito dall’avvocato Antonello Desini.

Si allarga dunque l’inchiesta nei confronti di Gianni Derosas, 55enne olbiese, pseudo consulente tributario, assistito dagli avvocati Guido Da Tome e Marianna Spano. Le due denunce sono presentate da altrettanti imprenditori nella caserma del gruppo di Olbia della guardia di finanza, guidato dal capitano Carlo Lazzari. Gli ispettori delle fiamme gialle hanno svolto le dovute indagini e poi depositato il fascicolo in Procura a Tempio. Non risultano al momenti provvedimenti già assunti dall’autorità giudiziaria.

Queste nuove denunce sono assolutamente simili alla prima vicenda che ha portato poi all’arresto di Derosas. Simili anche le somme indebitamente percepite dai truffati, decine di migliaia di euro. Presumibilmente tutti gli episodi risalgono allo stesso periodo, cioè ad alcuni mesi fa, anche se le ultime denunce li hanno fatti emergere solo ora.

L’arresto di Gianni Derosas, il 15 ottobre scorso, aveva destato clamore e sorpresa in città. I militari della guardia di finanza al comando del capitano Carlo Lazzari dopo mesi di indagini serrate avevano sorpreso il consulente mentre riceveva dalle mani l’imprenditore una busta con 2500 euro in contanti. Una prima tranche dei 5000 euro che il consulente chiedeva complessivamente al suo cliente. Derosas era stato quindi arrestato in flagranza di reato e nel suo portafogli i militari avevano trovato altri 5000 euro, sempre in contanti. Sulla provenienza quei soldi la guardia di finanza ha indagato a lungo e sta indagando ancora sospettando potesse trattarsi di proventi di altre pratiche per altri clienti. Le due nuove denunce presentate da altrettanti imprenditori confermerebbero l’ipotesi, come aveva sin dal principio riferito la guardia di finanza, «di un’illecita attività non occasionale e organizzata secondo modalità quasi professionali, posta in essere avvalendosi della struttura lavorativa nella quale Derosas risulta stabilmente inserito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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