All’orizzonte il biometano partner sarà Fiamma 2000
di Giandomenico Mele
Avanza l’iter del progetto e il Cipnes prepara i termini della gara d’appalto La società della famiglia Marzano concessionaria del servizio di distribuzione
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OLBIA. Nascerà un partenariato pubblico privato per portare il gas metano a Olbia. Protagonisti il Cipnes, Consorzio industriale del nord est Sardegna e la società Fiamma 2000. Muove i primi passi la macchina tecnologica, infrastrutturale e burocratica che punta ad accelerare la svolta energetica di Olbia. Si parla dell’impianto di digestione anaerobica a frazione organica con produzione di biogas da utilizzare, a seguito di raffinazione in biometano, per alimentare la rete del gas di città. Un progetto che vede affiancati Cipnes, Fiamma 2000 in qualità di gestore della rete e Comune di Olbia.
Gara d’appalto. Nelle prossime settimane si svolgerà una riunione tecnica al Cipnes per definire nei dettagli i termini della gara d’appalto. Una volta stabilito il perimetro normativo si potrà procedere con l’indizione della procedura pubblica. I lavori dovrebbero durare tra i 18 e 24 mesi. Cipnes e Comune accelerano. Tanto che il cda del Consorzio ha già definito il futuro iter amministrativo che vedrà protagonista la società di proprietà della famiglia Marzano. Il biometano verrà immesso nella rete di distribuzione del gas di città, sia per uso civile che industriale. Nasce in quest’ottica la scelta di un partenariato pubblico-privato tra Cipnes e Fiamma 2000, quest’ultima società in qualità di concessionario del servizio pubblico per la distribuzione del gas nel territorio del Comune di Olbia. Distribuzione del biometano che avverrà in via prioritaria anche nella zona industriale di Olbia a condizioni di mercato più che competitive.
Svolta energetica. Davanti alle diatribe relative alla dorsale del gas metano regionale, Olbia persegue progetti indipendenti. Come nella manifestazione di interesse di una società spagnola per un deposito di Gnl nel Molo Cocciani, così nell’impianto per il biometano c’è l’esigenza di abbattere il costo del gas per industrie e utenze private. Il biometano garantirebbe infatti agli utilizzatori costi inferiori rispetto al Gpl ora erogato, nonché l’uso di energia verde prodotta dal recupero di rifiuti e sottoprodotti. L’impianto di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti con produzione di biometano deve essere considerato “di servizio” al polo industriale attraverso l’immissione nella rete cittadina e il trasferimento alle infrastrutture civili e le attività produttive di una fonte energetica rinnovabile, prodotta attraverso la trasformazione dei rifiuti organici conferiti dai cittadini e dal tessuto industriale. Un progetto che il Cipnes considera strategico, in quanto consentirà una «notevolissima produzione di biogas, che contiene almeno il 95% di metano ed è prodotto attraverso un processo di purificazione al fine di raggiungere la qualità del gas naturale».
Gara d’appalto. Nelle prossime settimane si svolgerà una riunione tecnica al Cipnes per definire nei dettagli i termini della gara d’appalto. Una volta stabilito il perimetro normativo si potrà procedere con l’indizione della procedura pubblica. I lavori dovrebbero durare tra i 18 e 24 mesi. Cipnes e Comune accelerano. Tanto che il cda del Consorzio ha già definito il futuro iter amministrativo che vedrà protagonista la società di proprietà della famiglia Marzano. Il biometano verrà immesso nella rete di distribuzione del gas di città, sia per uso civile che industriale. Nasce in quest’ottica la scelta di un partenariato pubblico-privato tra Cipnes e Fiamma 2000, quest’ultima società in qualità di concessionario del servizio pubblico per la distribuzione del gas nel territorio del Comune di Olbia. Distribuzione del biometano che avverrà in via prioritaria anche nella zona industriale di Olbia a condizioni di mercato più che competitive.
Svolta energetica. Davanti alle diatribe relative alla dorsale del gas metano regionale, Olbia persegue progetti indipendenti. Come nella manifestazione di interesse di una società spagnola per un deposito di Gnl nel Molo Cocciani, così nell’impianto per il biometano c’è l’esigenza di abbattere il costo del gas per industrie e utenze private. Il biometano garantirebbe infatti agli utilizzatori costi inferiori rispetto al Gpl ora erogato, nonché l’uso di energia verde prodotta dal recupero di rifiuti e sottoprodotti. L’impianto di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti con produzione di biometano deve essere considerato “di servizio” al polo industriale attraverso l’immissione nella rete cittadina e il trasferimento alle infrastrutture civili e le attività produttive di una fonte energetica rinnovabile, prodotta attraverso la trasformazione dei rifiuti organici conferiti dai cittadini e dal tessuto industriale. Un progetto che il Cipnes considera strategico, in quanto consentirà una «notevolissima produzione di biogas, che contiene almeno il 95% di metano ed è prodotto attraverso un processo di purificazione al fine di raggiungere la qualità del gas naturale».
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