Malattie rare, la protesta arriva in assessorato
Berchidda, il titolare della Sanità ha incontrato la donna che lotta per la riapertura del servizio a Sassari
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BERCHIDDA. Un incontro che si attendeva da tempo, quello che c’è stato mercoledì a Cagliari tra l’assessore regionale alla sanità Mario Nieddu e Antonietta (detta Tetta) Sini di Berchidda. La donna ha più volte lanciato appelli per poter incontrare l’assessore alla sanità per chiedere più sostegno per le famiglie con persone affette da malattie rare e per chiederli che il servizio-reparto di malattie rare a Sassari sia riaperto.
La donna è andata all'incontro con il figlio Paolo Fenu, affetto da sclerosi tuberosa. «Mercoledì Antonietta Sini, rappresentante Ast per la provincia di Sassari, si è incontrata con l'assessore regionale alla Sanità per riferire delle carenza assistenziali che colpiscono le famiglie sarde con malattia rara da anni. - dice Liliana Gaglioti della segreteria nazionale dell’Associazione sclerosi tuberosa -. L’assessore si è dimostrato molto sensibile ed è già al lavoro per sopperire a queste mancanze. Speriamo si potranno constatare presto dei miglioramenti».
Anche la signora Sini ha manifestato il proprio entusiamo: «Ho trovato nell’assessore una persona sensibile. Mi ha promesso che, da subito, si occuperà dei problemi delle persone e delle famiglie che hanno a che fare con le malattie rare. Mi ha detto che ci sono già fondi per diverse cose». Lei lotta con tutta la sua forza e all’assessore alla sanità ha raccontato come operano a Sassari e gli ha chiesto occhio di riguardo per i pazienti che, come suo figlio, soffrono di malattie rare.
«Per le persone affette da malattie rare, nel nord Sardegna, non c'è più da tempo il presidio specifico a Sassari - ripete da anni la donna - E per molte famiglie e pazienti, dunque, sono dei grossi disagi. Mio figlio ha 38 anni, e soffre di sclerosi tuberosa. Ho guardato l’assessore negli occhi e gli ho raccontato con il cuore in mano il disagio di molte famiglie sarde e la loro disperazione nel vedere cosa è rimasto del centro di malattie rare. Chi lavora ancora in quella struttura lo fa cuore, in modo eccelso. Bisogna, però, che ritorni tutto com’era un tempo». Le premesse e le promesse ci sono: ora si attende. (s.d.)
La donna è andata all'incontro con il figlio Paolo Fenu, affetto da sclerosi tuberosa. «Mercoledì Antonietta Sini, rappresentante Ast per la provincia di Sassari, si è incontrata con l'assessore regionale alla Sanità per riferire delle carenza assistenziali che colpiscono le famiglie sarde con malattia rara da anni. - dice Liliana Gaglioti della segreteria nazionale dell’Associazione sclerosi tuberosa -. L’assessore si è dimostrato molto sensibile ed è già al lavoro per sopperire a queste mancanze. Speriamo si potranno constatare presto dei miglioramenti».
Anche la signora Sini ha manifestato il proprio entusiamo: «Ho trovato nell’assessore una persona sensibile. Mi ha promesso che, da subito, si occuperà dei problemi delle persone e delle famiglie che hanno a che fare con le malattie rare. Mi ha detto che ci sono già fondi per diverse cose». Lei lotta con tutta la sua forza e all’assessore alla sanità ha raccontato come operano a Sassari e gli ha chiesto occhio di riguardo per i pazienti che, come suo figlio, soffrono di malattie rare.
«Per le persone affette da malattie rare, nel nord Sardegna, non c'è più da tempo il presidio specifico a Sassari - ripete da anni la donna - E per molte famiglie e pazienti, dunque, sono dei grossi disagi. Mio figlio ha 38 anni, e soffre di sclerosi tuberosa. Ho guardato l’assessore negli occhi e gli ho raccontato con il cuore in mano il disagio di molte famiglie sarde e la loro disperazione nel vedere cosa è rimasto del centro di malattie rare. Chi lavora ancora in quella struttura lo fa cuore, in modo eccelso. Bisogna, però, che ritorni tutto com’era un tempo». Le premesse e le promesse ci sono: ora si attende. (s.d.)
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