Stop ai progetti sul porto presentati dalla Sinergest
di Giandomenico Mele
L’AdSp blocca il project financing per l’Isola Bianca: doppio terminal da rivedere Chiesti chiarimenti e integrazioni, oggi un vertice tra il sindaco Nizzi e la proprietà
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OLBIA. Arriva un brusco stop al project financing presentato dalla Sinergest per la gestione del porto Isola Bianca di Olbia. Nelle scorse ore l’Autorità di sistema portuale della Sardegna ha fatto recapitare nell’ufficio del sindaco di Olbia, nonché presidente di Sinergest, Settimo Nizzi, un plico contenente una serie di richieste di chiarimenti e di ntegrazioni alla proposta presentata dalla società pubblico privata, la cui quota di maggioranza fa capo al Gruppo Onorato Armatori. Settimo Nizzi si trovava fuori sede per impegni di lavoro. Stamattina analizzerà le questioni sul tavolo insieme alla proprietà, per verificare la possibilità di riavvicinare le parti. Non si tratta ancora di un rigetto, ma le distanze sembrano essere piuttosto ampie.
Doppio terminal. Una delle criticità si è riscontrata nel progetto di doppio terminal: uno per i traghetti e uno per le navi da crociera. Si tratta di uno dei punti qualificanti del project financing presentato dalla Sinergest all’AdSp per la gestione trentennale dello scalo marittimo di Olbia, insieme col progetto avveniristico per collegare l’Isola di Mezzo con la città, il restyling completo dell’area portuale e l’uso delle nuove tecnologie, a partire da software di ultima generazione per gestire imbarchi e sbarchi dei passeggeri. Dovrebbero essere gli interventi infrastrutturali, il livello degli investimenti e la richiesta di gestione per un lungo periodo di tempo a costituire gli aspetti di maggiore criticità. Le crociere hanno un trend di crescita altissimo, mentre il traffico passeggeri resterà stabile nei prossimi anni.
Quota bassa. Un altro punto controverso si riferisce alla quota di incassi derivanti dalle tasse di imbarco da assegnare al concessionario. La Sinergest continua a ritenere troppo bassa la cifra del 25% sui circa 8 milioni di euro che da quest’anno incassa direttamente la Port authority. La prima proposta di un aumento di tre volte dell’attuale minimo garantito – un milione e 900 mila euro l’anno stabiliti dall’advisor Sinloc - potrebbe essere limata. Ma certamente si dovrebbe salire. A fronte di questo, il progetto di finanza prevede investimenti superiori ai 6 milioni di euro, chiesti nella manifestazione di interesse per il partenariato pubblico privato elaborata dalla AdSp. «Se la gara con la base di un milione e 900 mila euro è andata deserta, vuol dire che i presupposti economici non erano adeguati – aveva spiegato Massimo Mura, ad di Tirrenia e nel cda della Sinergest -. Questa è una condizione ostativa per la prosecuzione del rapporto».
Nizzi. Concetti che erano stati ribaditi da Settimo Nizzi, nella sua veste di presidente di Sinergest. «Il lavoro dell’advisor dimostra la mancanza di conoscenza della realtà di Olbia. Ha scelto di assegnare una cifra incongrua per la quantità di servizi richiesti - aveva sottolineato il sindaco -. Infatti non si è presentato nessuno da tutta Europa. Conosciamo il porto di Olbia e sappiamo che con quella cifra non si pagano nemmeno i dipendenti. Dimentichiamoci la Geasar o l’aeroporto, qui la realtà è ben diversa». La modifica normativa stabilisce che ora sia la Port authority a riscuotere le tasse d’imbarco. Sinergest incassava circa 8 milioni di euro l’anno, dei quali doveva corrispondere il 25% all’Autorità portuale, più altri oneri. Il risultato finale corrispondeva a circa 6 milioni di euro.
Il futuro. Per la Sinergest il business del futuro è nelle crociere. Così Olbia, uno dei porti più importanti al centro del Mediterraneo, nelle loro intenzioni dovrebbe essere dotato di un terminal ipertecnologico dedicato esclusivamente al traffico croceristico. Al quale si affiancherebbe quello tradizionale per i traghetti di linea.
Doppio terminal. Una delle criticità si è riscontrata nel progetto di doppio terminal: uno per i traghetti e uno per le navi da crociera. Si tratta di uno dei punti qualificanti del project financing presentato dalla Sinergest all’AdSp per la gestione trentennale dello scalo marittimo di Olbia, insieme col progetto avveniristico per collegare l’Isola di Mezzo con la città, il restyling completo dell’area portuale e l’uso delle nuove tecnologie, a partire da software di ultima generazione per gestire imbarchi e sbarchi dei passeggeri. Dovrebbero essere gli interventi infrastrutturali, il livello degli investimenti e la richiesta di gestione per un lungo periodo di tempo a costituire gli aspetti di maggiore criticità. Le crociere hanno un trend di crescita altissimo, mentre il traffico passeggeri resterà stabile nei prossimi anni.
Quota bassa. Un altro punto controverso si riferisce alla quota di incassi derivanti dalle tasse di imbarco da assegnare al concessionario. La Sinergest continua a ritenere troppo bassa la cifra del 25% sui circa 8 milioni di euro che da quest’anno incassa direttamente la Port authority. La prima proposta di un aumento di tre volte dell’attuale minimo garantito – un milione e 900 mila euro l’anno stabiliti dall’advisor Sinloc - potrebbe essere limata. Ma certamente si dovrebbe salire. A fronte di questo, il progetto di finanza prevede investimenti superiori ai 6 milioni di euro, chiesti nella manifestazione di interesse per il partenariato pubblico privato elaborata dalla AdSp. «Se la gara con la base di un milione e 900 mila euro è andata deserta, vuol dire che i presupposti economici non erano adeguati – aveva spiegato Massimo Mura, ad di Tirrenia e nel cda della Sinergest -. Questa è una condizione ostativa per la prosecuzione del rapporto».
Nizzi. Concetti che erano stati ribaditi da Settimo Nizzi, nella sua veste di presidente di Sinergest. «Il lavoro dell’advisor dimostra la mancanza di conoscenza della realtà di Olbia. Ha scelto di assegnare una cifra incongrua per la quantità di servizi richiesti - aveva sottolineato il sindaco -. Infatti non si è presentato nessuno da tutta Europa. Conosciamo il porto di Olbia e sappiamo che con quella cifra non si pagano nemmeno i dipendenti. Dimentichiamoci la Geasar o l’aeroporto, qui la realtà è ben diversa». La modifica normativa stabilisce che ora sia la Port authority a riscuotere le tasse d’imbarco. Sinergest incassava circa 8 milioni di euro l’anno, dei quali doveva corrispondere il 25% all’Autorità portuale, più altri oneri. Il risultato finale corrispondeva a circa 6 milioni di euro.
Il futuro. Per la Sinergest il business del futuro è nelle crociere. Così Olbia, uno dei porti più importanti al centro del Mediterraneo, nelle loro intenzioni dovrebbe essere dotato di un terminal ipertecnologico dedicato esclusivamente al traffico croceristico. Al quale si affiancherebbe quello tradizionale per i traghetti di linea.
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