Aiuto ai profughi, odio contro le suore

Dura la difesa del parroco: «La comunità dovrebbe ringraziarle»

LA MADDALENA. Sommerse dalla critiche per un gesto di bontà e carità principi fondanti della Chiesa e degli insegnamenti di papa Francesco. Ma in tempi di intolleranza dilagante anche le suore di San Vincenzo hanno dovuto fare i conti con la cattiveria e l’abbruttimento umano per aver ospitato tre profughi: una donna e due ragazzi. Ma nemmeno di fronte all’odio le suore hanno perso la loro bontà. E hanno spiegato le ragioni della loro decisione. «Per quanto riguarda l’accoglienza – spiega la superiora – la comunità vincenziana di Cagliari, alla quale l’istituto di La Maddalena appartiene, ha costituito un’associazione, per italiani e non, di accoglienza di donne maltrattate, minori, papà separati, donne vittime della tratta, profughi. Sulla scia di questa scelta, anche noi siamo state chiamate a fare la nostra parte accogliendo tre persone in difficoltà». Non una novità nella storia delle suore di San Vincenzo, aiutare gli altri. Sull’episodio interviene anche il parroco di Santa Maria Maddalena, don Andrea Domansky. «Credo che la comunità isolana debba esprimere corale gratitudine alle suore vincenziane per il lavoro svolto in tutti questi anni – afferma il sacerdote –. Il carisma di San Vincenzo le ha portate a rispondere adeguatamente alle diverse povertà e alle esigenze educative di questa comunità. Il lavoro silenzioso e tenace è stato accompagnato dalle difficoltà di dover fare delle scelte non sempre comprese. Ci saranno sempre quelli che sanno “meglio” cosa dovrebbero fare gli altri. Ci sarà sempre chi vuole aiutare i poveri ma a patto che lo faccia qualcun altro, perché chi sparla in genere non vuole sporcarsi le mani». (a.n.)

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