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Olbia

Futuro incerto per il canile si cercano ancora i gestori

di Angelo Mavuli
Futuro incerto per il canile si cercano ancora i gestori

Nuovo avviso esplorativo del Comune, la struttura di Padulo ancora inutilizzata Le critiche di Nicola Luciano (Pci): «Anni di attesa e tanti soldi spesi inutilmente»

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TEMPIO. Una storia senza fine, quella del canile di Padulo. Arriva l’ennesimo avviso esplorativo alla ricerca di un gestore e arrivano puntuali anche le critiche.

Il Comune, quindi, ha fatto sapere che sta cercando operatori che si possano occupare del canile rifugio e sanitario di Padulo, mai entrato in funzione nonostante le somme spese per realizzarlo. Durissima la reazione di Nicola Luciano, segretario della sezione tempiese del Pci ed ex assessore nella precedente giunta Frediani. «Con enorme rabbia e tristezza abbiamo potuto leggere sul sito istituzionale del Comune l’ennesimo avviso esplorativo dell’amministrazione alla ricerca del fessacchiotto di turno disposto ad accollarsi la gestione del canile comunale a condizioni capestro. Rabbia e tristezza nel constatare ancora una volta l’incapacità di questo esecutivo giunto al termine del suo mandato fra mille contraddizioni interne e ben poco di costruito per la città. Dall’ospedale Paolo Dettori, per esempio, depredato quotidianamente dei suoi servizi nel silenzio dell’ex sindaco Biancareddu e della sua giunta, alla viabilità per Sassari e Olbia totalmente disastrata, che non ha registrato in questi 5 anni un solo chilometro di lavori, al “Sociale”.

«L’avviso esplorativo sul canile - prosegue Nicola Luciano -, rientra nel lunghissimo elenco di quelle opere mai messe in funzione per la tipica incapacità gestionale della giunta Biancareddu-Addis. Come dimostra la vicenda, incredibile, del canile rifugio-sanitario di Padulo, da dove l’esecutivo, appena insediato in Comune, ha cacciato via chi avrebbe garantito per lo meno la sorveglianza gratuita dello stabile, lasciando andare in malora il tutto e consegnandolo di fatto all'azione devastatrice dei vandali».

Luciano dice anche di provare «molta delusione, perché io in prima persona, a suo tempo, in qualità di assessore, mi ero adoperato per far funzionare una struttura che oltre che garantire un servizio importante alla città, sarebbe potuta diventare un posto di lavoro sicuro per almeno tre, quattro addetti. Cadute nel vuoto le mille promesse di Francesco Quargnenti di avviare il canile, si preferisce continuare a spendere oltre 33 mila euro annue in un struttura di Olbia piuttosto che metterne in funzione una nostra».

Ironicamente, Nicola Luciano conclude suggerendo alla giunta di inserire il canile nel «pacchetto svendita di Pischinaccia–Rinagghju. Magari - dice - la struttura avrà miglior sorte dell’attuale».

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