La Nuova Sardegna

Olbia

Muro demolito, minoranza all’attacco

di Sergio Secci
Muro demolito, minoranza all’attacco

Siniscola, i consiglieri: «Il sindaco Farris restituisca la delega ai Lavori pubblici»

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SINISCOLA. Dopo la demolizione del muro in cemento armato di fronte al Liceo scientifico, i cinque consiglieri di minoranza chiedono che il sindaco Gianluigi Farris restituisca la delega ai Lavori pubblici. «Dagli atti acquisiti attraverso la provincia – dicono Antonio Satta, Caterina Floris, Antonio Bidoni, Lucio Carta e Franca Pau – abbiamo scoperto che i lavori son stati realizzati in assenza di autorizzazione giacchè la licenza era valevole fino al 2 ottobre scorso. La responsabilità è quindi, atti alla mano, tutta in capo al Comune e chiederemo che la spesa per la costruzione e demolizione del muro sia in capo ai responsabili di quell’errore madornale individuabili nelle figure del direttore dei lavori, del responsabile del procedimento e finanche del sindaco che ricopre la carica di assessore ai lavori pubblici. Sul piano politico – proseguono – protocolleremo richiesta di revoca e/o dimissioni della delega ai Lavori pubblici del sindaco Farris che ha dimostrato non solo incompetenza nell’assolvere quel ruolo ma descrivendo a mezzo stampa uno scenario diverso dalla realtà mirato a intorbidire le acque o prendere in giro i siniscolesi. Dopo la realizzazione di un muro di oltre 30 metri costruito a filo della striscia continua senza lasciare cunette, men che meno passaggio pedonale, il sindaco – concludono – lasciava intendere che l’opera fosse stata realizzata dalla Provincia e non come poi appurato dal Comune. Come ha spiegato il vice sindaco Marco Fadda, è vero che il progetto ha avuto il nulla osta provinciale ma non era quello approvato, tanto è che il 28 gennaio è stata emessa un’ordinanza di demolizione poi eseguita».

Pesante il giudizio dell’ex sindaco Rocco Celentano. «I muri in cemento armato sono risultati agli occhi di tutti sproporzionati per l’opera da realizzare e pericolosi per l’incolumità pubblica. Il progetto dei lavori, diversamente da quanto affermato dal sindaco, è stato approvato unicamente dal Comune il 12 ottobre 2008. La Provincia ha poi effettuato i controlli e emanato immediata ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi. Ci sono – prosegue Celentano –gravi responsabilità, peraltro perseguibili amministrativamente considerato che il sindaco riveste anche la carica di assessore ai lavori pubblici Ora, si è provveduto a prorogare di 30 giorni l’ultimazione dei lavori a favore della ditta appaltatrice ma l’intera vicenda ha seguito un iter non chiaro e preciso e si richiede un dibattito consiliare, anche perché vi è un aggravio di spese che il Comune dovrà affrontare a seguito della demolizione».

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