La bambina è cardiopatica il pediatra manca da 2 mesi
di Walkiria Baldinelli
Arzachena, la mamma racconta le difficoltà che affronta la figlia di dieci anni Il medico è andato in pensione a luglio. Nessuno specialista vuole sostituirlo
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ARZACHENA. Francesca (nome di fantasia) ha dieci anni ed è vittima di una sanità malata di programmazione. Ha la sindrome di Down ed è cardiopatica. Da due mesi non ha più il pediatra che la segue perché lo specialista storico è andato in pensione a luglio dello scorso anno e fino a dicembre è stata paziente di un suo sostituto. Il posto provvisorio del medico è vacante da gennaio. Nessuna domanda è arrivata per l’incarico temporaneo di un anno. In attesa che l’Ats possa bandire assunzioni a tempo indeterminato per il secondo specialista, i disagi aumentano di giorno in giorno per la famiglia di Francesca e per quelle di altri 955 giovanissimi pazienti, residenti sia ad Arzachena, che a Palau, Santa Teresa e Sant’Antonio di Gallura. L’unico medico autorizzato nell’ambito territoriale infatti ha già il suo migliaio di pazienti da seguire. «Mia figlia ha la sindrome di Down, è autistica e soprattutto è cardiopatica – racconta la mamma di Francesca –. Ha bisogno di impegnative, ricette, analisi. Non so più come affrontare questo disagio, non posso permettermi di andare da uno specialista privato. Né di comprare le pastiglie per il cuore che le permettono di vivere. Mia figlia ha bisogno del pediatra. Come lei, tanti bambini. La Regione non sta facendo nulla. Suona come una presa in giro offrire il posto con un contratto di un anno a pediatri che hanno già una sede fissa».
Il ragionamento dell’azienda sanitaria è legato a normative nazionali. Prevedono l’assegnazione di un medico in base al numero del rapporto tra assistiti e il totale dei residenti. In questo caso di chi abita o è domiciliato nei quattro comuni galluresi. Disservizio e disagi sono stati evidenziati nell’ultimo consiglio comunale, schierato al fianco delle mamme e delle famiglie firmatarie una petizione. Chiedono alla Regione di garantire la copertura del posto vacante di pediatria con uno specialista in pianta stabile. «È una situazione grave e vergognosa – tuona la portavoce del gruppo di mamme che ha lanciato la petizione, l’avvocato Domenica Gala –. Lasciare 956 famiglie senza pediatra equivale a ledere il diritto all'assistenza sanitaria e la facoltà di libera scelta dello specialista. I bambini non possono essere considerati semplici coefficienti numerici, l'inerzia della Regione di fronte a tale esigenza è preoccupante. Arzachena ha oltre 13mila abitanti, un solo pediatra non può far fronte alle esigenze di un territorio così vasto. Le soluzioni temporanee adottate sinora hanno portato al nulla. L’amministrazione regionale ha l’obbligo di tutelare i bambini e garantire loro l'assistenza sanitaria dovuta per legge. Nonostante i cavilli legislativi la normativa prevede deroghe per confermare il posto vacante. Risolvere l'emergenza è una questione di volontà politica, che al momento sembra andare nel senso opposto. La raccolta firme è ultimata, a breve verrà trasmessa».
Il ragionamento dell’azienda sanitaria è legato a normative nazionali. Prevedono l’assegnazione di un medico in base al numero del rapporto tra assistiti e il totale dei residenti. In questo caso di chi abita o è domiciliato nei quattro comuni galluresi. Disservizio e disagi sono stati evidenziati nell’ultimo consiglio comunale, schierato al fianco delle mamme e delle famiglie firmatarie una petizione. Chiedono alla Regione di garantire la copertura del posto vacante di pediatria con uno specialista in pianta stabile. «È una situazione grave e vergognosa – tuona la portavoce del gruppo di mamme che ha lanciato la petizione, l’avvocato Domenica Gala –. Lasciare 956 famiglie senza pediatra equivale a ledere il diritto all'assistenza sanitaria e la facoltà di libera scelta dello specialista. I bambini non possono essere considerati semplici coefficienti numerici, l'inerzia della Regione di fronte a tale esigenza è preoccupante. Arzachena ha oltre 13mila abitanti, un solo pediatra non può far fronte alle esigenze di un territorio così vasto. Le soluzioni temporanee adottate sinora hanno portato al nulla. L’amministrazione regionale ha l’obbligo di tutelare i bambini e garantire loro l'assistenza sanitaria dovuta per legge. Nonostante i cavilli legislativi la normativa prevede deroghe per confermare il posto vacante. Risolvere l'emergenza è una questione di volontà politica, che al momento sembra andare nel senso opposto. La raccolta firme è ultimata, a breve verrà trasmessa».
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