Zir, polemiche su fondi e impianti
L’ex responsabile dell’ufficio tecnico contesta le dichiarazioni di Biancareddu
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TEMPIO. Mario Azzena ex responsabile dell’Ufficio tecnico della Zona industriale di Tempio, ora in pensione, contesta le recenti affermazioni di Andrea Biancareddu sull’accredito di meriti “che sono invece di altre persone” e sulle “presunte manchevolezze dell’impianto di illuminazione pubblica nella Zir, passata dal 16 gennaio 2017 nel patrimonio del Comune di Tempio. «L’ultimo intervento di Biancareddu relativamente alla Zona industriale e specificatamente all’inefficienza dell’impianto di illuminazione pubblica - dice Mario Azzena -, contiene una serie di inesattezze a cominciare proprio dalla presunta lamentata inefficienza dell'impianto. Lo stesso attualmente è esistente e funzionante. Il 2 giugno del 2016, infatti, furono proprio Andrea Biancareddu, l’assessore Francesco Quargnenti e l’ingegner Roberto Tusacciu (progettista dell’impianto di illuminazione pubblica della città, comprese le tre frazioni e la Zir), a fare un sopralluogo sull’impianto e a verificarne l’efficienza. Dichiarando anche che il sopralluogo aveva messo in luce la perfetta consistenza funzionale degli impianti, in termini di integrità delle linee di alimentazione, dei quadri di comando e delle lampade. In quella occasione il controllo dell’impianto, dopo l’autorizzazione del commissario della Zir, fu fatta con la collaborazione anche della Protezione Civile dotata di un gruppo elettrogeno, con esito positivo. Talmente positivo che qualche giorno dopo si annunciò l'imminente accensione delle luci. Cosa che invece non venne mai attuata. Aggiungo che nella Zir si pagava la Tasi e che era un diritto degli insediati avere la luce a prescindere dalla proprietà. Inoltre già da allora, il commissario Satta diede la disponibilità a cedere in comodato d'uso gratuito l'impianto, così come furono dati allora i locali dell'impianto antincendi. Tale impianto dotato di tutti i sistemi di accensione e riduzione la notte del numero di lampade accese, comprese lampade a basso consumo, non necessitava di ulteriori spesa, ma solo dei contratti con l’Enel. Appare evidente che le imminenti elezioni comunali spingano solo ora alcuni personaggi politici a ricercare una soluzione facile, facile da presentare come propria. La gente però deve sapere che gli oltre 500mila euro, del quale oggi qualcuno si vanta, sono i risparmi ottenuti dal commissario al momento della liquidazione della Zir e non sono invece opera di Biancareddu che continua a millantare tale finanziamento». (a.m.)
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