Si ferì alla gamba ballando chiede i danni al Billionaire
di Tiziana Simula
Porto Cervo, la ragazza immagine era stata colpita dai cocci di una bottiglia La Cassazione le dà ragione: annullata con rinvio la sentenza d’Appello
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ARZACHENA. Lavorava come ragazza immagine al Billionaire e durante una serata nell’esclusiva discoteca di Porto Cervo, mentre scendeva da un muretto sul quale era salita per ballare, era rimasta ferita ad una gamba dai cocci di una bottiglia che era caduta da un tavolino vicino. Era il 12 agosto del 2009, e per quell’infortunio sul lavoro, Maria Lessio, di Roma, chiese il risarcimento dei danni. Il tribunale le diede ragione. Ma la richiesta fu respinta dalla Corte d’Appello che ribaltò la sentenza di primo grado, respingendo la domanda della giovane e accogliendo l’appello del Billionaire. Ora, a distanza di 11 anni dal fatto, il nuovo pronunciamento dei giudici: la Corte di Cassazione (presidente Pietro Curzio), ha cassato la sentenza della Corte d’appello di Sassari impugnata dalla giovane, rinviando alla Corte d’appello di Cagliari per un nuovo esame del caso alla luce dei principi di diritto evidenziati dalla Cassazione.
In sostanza, la Cassazione ha ritenuto, così come sostenuto dalla ragazza immagine, difesa dall’avvocato Gabriella Maria Rita Marogna, che nel locale non fossero rispettate le norme di sicurezza a causa del sovraffollamento e dei tavolini sempre carichi di bottiglie e bicchieri non ritirati tempestivamente dai camerieri. E proprio la caduta di una bottiglia aveva causato l’infortunio. La ragazza, in base a quanto accertato dalla Cassazione, si sarebbe fatta male mentre scendeva da un muretto sul quale stava ballando: aveva urtato contro un tavolino, facendo cadere a terra una bottiglia che si era rotta e i cui cocci l’avevano ferita alla gamba destra.
I giudici d’appello avevano definito “imprudente” la condotta della lavoratrice che era salita sul muretto per ballare – attività compresa nella prestazione lavorativa – considerando, questa, l’unica causa dell’incidente. Non così per la Corte di Cassazione, secondo cui, il datore di lavoro – il Billionaire è rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Battista Luciano e Antonella Cuccureddu – non avrebbe adottato le misure necessarie ad eliminare la condizione di rischio dovuta alla presenza delle bottiglie sui tavolini vicino a cui la ragazza doveva esibirsi ballando.
In sostanza, la Cassazione ha ritenuto, così come sostenuto dalla ragazza immagine, difesa dall’avvocato Gabriella Maria Rita Marogna, che nel locale non fossero rispettate le norme di sicurezza a causa del sovraffollamento e dei tavolini sempre carichi di bottiglie e bicchieri non ritirati tempestivamente dai camerieri. E proprio la caduta di una bottiglia aveva causato l’infortunio. La ragazza, in base a quanto accertato dalla Cassazione, si sarebbe fatta male mentre scendeva da un muretto sul quale stava ballando: aveva urtato contro un tavolino, facendo cadere a terra una bottiglia che si era rotta e i cui cocci l’avevano ferita alla gamba destra.
I giudici d’appello avevano definito “imprudente” la condotta della lavoratrice che era salita sul muretto per ballare – attività compresa nella prestazione lavorativa – considerando, questa, l’unica causa dell’incidente. Non così per la Corte di Cassazione, secondo cui, il datore di lavoro – il Billionaire è rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Battista Luciano e Antonella Cuccureddu – non avrebbe adottato le misure necessarie ad eliminare la condizione di rischio dovuta alla presenza delle bottiglie sui tavolini vicino a cui la ragazza doveva esibirsi ballando.
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