La Nuova Sardegna

Olbia

È caccia alla mascherina: ora si fa in sartoria

di Paolo Ardovino
È caccia alla mascherina: ora si fa in sartoria

L’idea di Susanna Kiss: «Sono semplici e in cotone. Già vendute oltre cento in pochi giorni»

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OLBIA. Persino la caccia all’Amuchina delle scorse settimane sembra ormai superata. L’oggetto di prima necessità, ora, è diventato la mascherina. Introvabile nelle farmacie, costrette a raddoppiare e triplicare gli ordini. La proposta della sartoria Susanna di via Vittorio Veneto, allora, cerca di andare incontro alla forte richiesta degli ultimi giorni. Mascherine in cotone: artigianali, lontane da quelle più all’avanguardia con tanto di filtranti facciali, ma una soluzione comunque immediata per chi impossibilitato a procurarsele in altro modo. «L’idea ci è venuta da un paio di giorni – dice Susanna Kiss, sarta –, la richiesta è davvero alta». Nella sua sartoria, nata dodici anni fa, prima in via Fausto Noce e ora in una delle strade solitamente più trafficate di Olbia, la consueta attività è stata messa da parte. Riparazioni, cuciture e servizi affini ora non servono. In queste ore, solo mascherine. «Sono semplici, in cotone e con gli elastici, occorre sterilizzarle con l’acqua calda», dopodiché è possibile renderle ancora più protettive inserendo una garza al suo interno. «Inizialmente ne ho creata una per una signora anziana che me lo chiese. Le è piaciuta molto e da lì ho cominciato a produrne di altre che potevano essere utili specie agli anziani». Susanna, aiutata anche dal marito e dalla figlia, sta facendo gli straordinari. «A essere sincera non pensavo proprio di arrivare ad avere così tante richieste». Nel giro di tre, quattro giorni ne ha vendute già più di un centinaio. «La vera utilità consiste nel fatto che si possono utilizzare più volte, non sono monouso». La maggior parte dei nuovi clienti che sbucano dall’ingresso sono per lo più persone anziane, «e qualcuno le ha chieste anche per utilizzarle all’interno dell’ospedale, per pazienti oncologici. Ma nei giorni scorsi anche dentisti, pizzaioli». La soluzione della sartoria si offre come alternativa alle ancora più caserecce che qualcuno si è fatto da sé. Si tratta comunque sempre di mascherine semplici rispetto a quelle che attualmente vengono usate nelle zone più contagiate e per chi ha contatto con infettati, dotate di filtri (Ffp1, Ffp2 e Ffp3). Non impediscono il contagio, ma sono utili a non spargere troppa saliva e quindi a diminuire in maniera importante, in caso di soggetti infetti, il rischio di contagio.

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