Non rispettano il decreto scattano quattro denunce
di Angelo Mavuli
Automobilista da Santa Teresa a Tempio: «Acqua migliore per lavare l’auto» I carabinieri sanzionano due francesi in arrivo da Olbia: «La città non ci piaceva»
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TEMPIO. Non hanno rispettato il decreto e sono stati denunciati. Quattro le persone punite: tutte senza autocertificazione ma “armate” di tante scuse.
Un abitante di Santa Teresa è arrivato sino a Tempio per lavarsi l’auto: è stato sanzionato (250 euro) dai carabinieri per inosservanza alla limitazioni alla circolazione imposta dalle severissime norme contro il Coronavirus. Tanti in tutta Italia coloro che non rispettano le regole ma in alcuni casi, le scuse sono davvero assurde. E l’automobilista teresino è un esempio. «Sono venuto a Tempio - avrebbe detto appunto l’uomo ai carabinieri -, per lavarmi la macchina»” Convinto di non avere ben capito la motivazione, il militare ha ripetuto la domanda per conoscere il reale motivo della trasferta. Ma la risposta non è cambiata di una virgola. Anzi. L’uomo ha precisato anche che «alla sua auto, l’acqua erogata a Santa Teresa non era gradita, mentre era apprezzatissima l’acqua di Tempio».
Inutile dire che la sanzione è arrivata puntualissima e salata così come prevede il decreto. Circolava una voce, ieri. Pare infatti, ma non si esclude che possa essere sola una bufala, che il vice sindaco Gianni Addis, “orgoglioso” dell’apprezzamento per l’acqua della sua città, voglia simbolicamente regalare al teresino un portachiavi con una boccettina di acqua, rigorosamente di Tempio.
Sempre nella giornata di ieri i militari hanno sanzionato anche due turisti francesi giunti in città provenienti da Olbia. Anche in questo caso sono stati fermati dai carabinieri in città. Alla richiesta di motivazioni sul perché dello spostamento, vietato dal decreto Conte, i due avrebbero candidamente risposto di essersi spostati perché Olbia non era di loro gradimento. Sanzionato infine un vagabondo tempiese che da ormai parecchio tempo circola nel centro storico della città chiedendo un euro. (a.m.)
Un abitante di Santa Teresa è arrivato sino a Tempio per lavarsi l’auto: è stato sanzionato (250 euro) dai carabinieri per inosservanza alla limitazioni alla circolazione imposta dalle severissime norme contro il Coronavirus. Tanti in tutta Italia coloro che non rispettano le regole ma in alcuni casi, le scuse sono davvero assurde. E l’automobilista teresino è un esempio. «Sono venuto a Tempio - avrebbe detto appunto l’uomo ai carabinieri -, per lavarmi la macchina»” Convinto di non avere ben capito la motivazione, il militare ha ripetuto la domanda per conoscere il reale motivo della trasferta. Ma la risposta non è cambiata di una virgola. Anzi. L’uomo ha precisato anche che «alla sua auto, l’acqua erogata a Santa Teresa non era gradita, mentre era apprezzatissima l’acqua di Tempio».
Inutile dire che la sanzione è arrivata puntualissima e salata così come prevede il decreto. Circolava una voce, ieri. Pare infatti, ma non si esclude che possa essere sola una bufala, che il vice sindaco Gianni Addis, “orgoglioso” dell’apprezzamento per l’acqua della sua città, voglia simbolicamente regalare al teresino un portachiavi con una boccettina di acqua, rigorosamente di Tempio.
Sempre nella giornata di ieri i militari hanno sanzionato anche due turisti francesi giunti in città provenienti da Olbia. Anche in questo caso sono stati fermati dai carabinieri in città. Alla richiesta di motivazioni sul perché dello spostamento, vietato dal decreto Conte, i due avrebbero candidamente risposto di essersi spostati perché Olbia non era di loro gradimento. Sanzionato infine un vagabondo tempiese che da ormai parecchio tempo circola nel centro storico della città chiedendo un euro. (a.m.)
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